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Proibito esporre i fiocchi: ecco l’assurdo divieto nella Regione rossa e la motivazione

Pubblicato il 24/07/2023 17:50
ospedale Massa vietato fiocco
Fiocco nascita azzurro rosa

Per fortuna che la notizia ha preso a circolare, altrimenti saremmo rimasti inermi di fronte all’ennesima follia del politicamente corretto. Siamo in Toscana, precisamente all’ospedale di Massa. Una donna ha appena partorito. Quando torna in stanza, stremata dalla stanchezza, ma ricolma di felicità per il fatto che suo figlio è nato e che tutto è andato bene nonostante tante difficoltà, scopre una brutta sorpresa. Uno dei regali che le aveva fatto una sua amica con tanto amore è vietato. In che senso vietato? Non può essere esposto all’interno dell’ospedale, perché così ha stabilito la direzione del nosocomio. Di cosa parliamo? Di una pericolosa arma? Di una fotografia di qualche dittatore? No. Del più classico dei regali: un fiocco, in questo caso azzurro perché si tratta di un maschietto, con tanto di biberon. Quale sarebbe dunque lo scandalo? (Continua a leggere dopo la foto)
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“L’ospedale di Massa si è accreditato come ospedale Unicef Amico dei bambini, anche per i materiali destinati a essere esposti nei locali dei reparti esistono delle precise linee di condotta, che prevedono anche la raccomandazione a veicolare messaggi che siano coerenti con le indicazioni Unicef”. Qual è dunque la colpa dell’amica? Aver regalato alla neomamma un dono “vietato”, cioè il fiocco con biberon. Spiega Il Tirreno che l’oggetto “incriminato” altro non era che un fiocco per la nascita composto da un nastro di tulle azzurro, da un piccolo cavalluccio a dondolo di legno dipinto a mano con un bambino che dorme e accanto una palla e un micro biberon col ciucciotto giallo. “Non volevo crederci, ero sfinita, questo secondo parto è stato pesante – ha raccontato la neo mamma – Eppure lo hanno ripetuto anche al mio compagno”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Continua lei in un racconto che ha dell’assurdo: “Lui voleva ribattere ma io, davvero, ero troppo stanca. Ho detto: togliamolo e basta”. Poi sono arrivate le scuse dell’Asl, la classica toppa che è peggio del buco, perché non si fa cenno alla follia di quell’imposizione (che poi in teoria – come abbiamo visto – si tratta di una raccomandazione, che è ben diverso), ma si cerca soltanto di porre delle scuse “se i modi adottati nel farlo presente agli utenti sono stati percepiti come troppo rigorosi o zelanti”. Quindi, cari lettori, sappiatelo: il fiocco col biberon è vietato, nell’ospedale di Massa ma non solo.

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