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Il governo “appalta” le Olimpiadi Milano-Cortina al solito Malagò

Le Olimpiadi di Milano-Cortina sono un affare di Malagò. La Fondazione che gestirà i fondi privati, circa un miliardo, per l’organizzazione dei Giochi (finanziamenti e opere pubbliche spettano invece a una partecipata statale), assomiglia sempre più ad un ritrovo di suoi amici e fidati. Come racconta oggi Lorenzo Vendemiale su Il Fatto Quotidiano, “dei 22 membri, per statuto, 10 spettano al Coni (e al Cip, Comitato paralimpico), fortunata circostanza che rende la carica di presidente praticamente vitalizia (per revocarlo ci vuole una maggioranza di due terzi), e la somma a quella di n.1 del Comitato olimpico, dove Malagò potrà fare un terzo mandato fino al 2025. Così nel Cda siedono anche il suo vice Franco Chimenti e il segretario generale Carlo Mornati”.

Però c’è stato un tempo in cui Giovanni Malagò stava per perdere tutto. Il sottosegretario Giorgetti aveva approvato la riforma, Rocco Sabelli si insediava alla guida di Sport e salute, società nata per togliere soldi e potere al Coni, Malagò per sopravvivere si era fatto promettere almeno la presidenza del futuro comitato organizzatore. E c’era chi metteva in dubbio pure quella. Continua Vendemiae: “Passato un anno, l’Italia si è aggiudicata i Giochi ma soprattutto con la caduta del governo gialloverde è caduta nel vuoto anche la riforma. Così da esilio dorato le Olimpiadi sono diventate il giardino privato di Malagò, in cui anche il rappresentante appena nominato dal governo vanta un legame con Giovannino, come lo chiamano a Roma gli amici”.

E nella Fondazione lo sono quasi tutti. “Lunedì c’è stata la prima riunione, in collegamento video per l’emergenza Coronavirus. È servita a ratificare la nomina di Vincenzo Novari come amministratore delegato, gradito al ministro Spadafora, utile per i suoi agganci con la Cina. Per il governo in Cda c’è Valerio Toniolo: indicato da Palazzo Chigi, e dal 2000 al 2004 amministratore unico di Palmarola Srl, specializzata nella commercializzazione del marchio Ferrari. In passato proprietario al 50% della società era proprio Malagò, che del resto con la sua Samocar, l’azienda di famiglia, è uno dei principali concessionari del Cavallino. Adesso si sono ritrovati nel cda di Milano-Cortina”. Guarda il caso…

Nel Comitato di gestione, l’organo amministrativo, è stata poi eletta Diana Bianchedi, già coordinatrice della disgraziata candidatura di Roma 2024, che potrà rifarsi con Milano-Cortina (e col compenso previsto per la sua carica). Spiega Vendemiale: “Persino il rappresentante del governo, che in teoria avrebbe dovuto bilanciare l’egemonia Coni e vigilare, potrebbe essere definito quasi un ex socio di Malagò (Toniolo aveva anche delle quote in Palmarola 2). Come ultimo atto del primo Cda, un gesto di munificenza: Malagò ha comunicato che rinuncerà al suo stipendio da presidente. Ma, come si dice, chi trova un amico ha trovato un tesoro”.

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