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“Venduta per una crema solare.” Bufera sulla Schlein USA. Ecco come l’hanno pizzicata (VIDEO)

Pubblicato il 17/08/2023 19:42

Essere di sinistra non significa andare in giro con l’eskimo, non più (specie d’estate), tuttavia ergersi a paladini degli ultimi implica anche una certa, necessaria coerenza. E dunque, se in Italia ha dato scandalo l’armocromista da 300 euro l’ora che dice a Elly Schlein come deve vestirsi, negli Stati Uniti colei che con la segretaria Pd ha una evidente affinità – giovane, radicale e impegnata – ovvero Alexandra Ocasio-Cortez, sta in queste ore spaccando la sinistra americana, l’ala più liberal del Partito Democratico, con le sue considerazioni sulle creme solari, come fosse una Chiara Ferragni qualsiasi: “Ti sei venduta all’industria”, è tra i commenti più frequenti che sta ricevendo. Il video, di cui ha parlato persino il New York Times, è reperibile sui profili social di AOC, come la chiamano negli Stati Uniti, ed è accompagnato da una didascalia che afferma: Le creme solari statunitensi sono molto indietro rispetto al resto del mondo e le nostre normative non rendono necessariamente i nostri filtri solari migliori o più sicuri, ma non deve essere per forza così! (Continua a leggere dopo il VIDEO)
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Il “problema” delle creme solari made in USA

Un tempo non lontano, era solo il 2018, quando venne eletta ad appena 28 anni risultando la deputata più giovane nel Congresso statunitense, Ocasio-Cortez sdoganava il termine “Socialismo”, una bestemmia in Nord America, e rivendicava le proprie origini portoricane e il suo essere partita dal basso, avendo lavorato anche come cameriera. Oggi ha una priorità: ribaltare la situazione per cui i consumatori americani hanno dovuto guardare all’estero per le ultime innovazioni in fatto di protezione solare. Ma c’è un vero contenuto politico in questa istanza? La Ocasio-Cortez l’ha trovato e lo spiega nel video: “La Food and Drug Administration le considera farmaci, non prodotti estetici comportando più burocrazia e costi. E le linee guida non sono aggiornate dal 1999 bloccando inutilmente l’accesso in America a filtri Uv che si trovano facilmente altrove col risultato”. Ad ogni modo, la clip pubblicata l’11 agosto e di cui ancora si parla ha fatto il pieno di visualizzazioni sul suo account TikTok, dove conta 1 milione di followers, e su Twitter, dove la seguono in 13,3 milioni. La affiancava Charlotte Palermino, Ceo della compagnia di creme di bellezza Dieuxskin. Alexandra Ocasio-Cortez altresì afferma: “Sono stata in Corea del Sud e mi ha colpito quanto nel resto del mondo sia diffusa la cultura delle creme solari”. E ancora, ed è questo accorato appello che ha maggiormente indignato molti Dem americani: “Sollecitate il Congresso a fare di più: specialmente i membri della Commissione Energia che hanno giurisdizione sulla Fda. Chiedendogli di cambiare le regole”. (Continua a leggere dopo la foto)
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ocasio-cortez creme solari

Le reazioni a sinistra

Peccato che i compagni di partito non l’abbiano presa bene. Lunedì la sezione dei Democratic Socialists of America di Rhode Island, a cui la stessa Ocasio-Cortez è iscritta, l’ha “amabilmente presa in giro, sostenendo che questo video fosse “un vero tributo alla classe operaia”. A commentare il tweet è infatti intervenuto il sindacato degli agricoltori: “La protezione solare è un problema della classe operaia”. Anche il Partito Marxista per l’Alternativa Socialista (esiste davvero, negli USA) ha commentato: “L’industria cosmetica è sessista, razzista, nemica della classe operaia. Chi è a suo agio con loro è un venduto”.

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