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Non solo Renzi: il (lungo) elenco dei parlamentari con doppi incarichi (e doppi stipendi)

Non c’è soltanto Matteo Renzi nell’elenco, in verità molto lungo, degli onorevoli che nonostante gli impegni in Parlamento non hanno perso occasione per collezionare altri incarichi e, ovviamente, altri stipendi. Mentre l’ex Rottamatore è fresco di inaugurazione della Ma.Re., società di consulenze che porta il suo nome, ecco comparire su l’Espresso la lista di tutti i parlamentari, ben 196, che nel corso della legislatura “hanno avviato imprese o assunto cariche in consigli di amministrazione. O, semplicemente, non hanno mai sospeso i loro affari”.

Non solo Renzi: il (lungo) elenco dei parlamentari con doppi incarichi (e doppi stipendi)

Regole precise in merito, d’altronde, in Italia non ce ne sono. “Conflitto di interesse” resta espressione sgradevole, da evitare se possibile, con tanto di retromarcia del M5s, che prometteva guerra alla casta prima di trasformarsi in docile animaletto da salotto. E così, ecco saltar fuori per esempio i casi di Francesco Bonifazi, avvocato e senatore di Italia Viva nonché segretario del partito, di Federico Lovadina, avvocato e presidente di Toscana Energia e del Gruppo Sia, e di Emanuele Boschi, commercialista e fratello della celebre Maria Elena. I tre condividono lo studio legale Bl e sono soci con pari quota di Lbr servizi, a sua volta presente “con lo 0,38% nel capitale di Homepal, agenzia immobiliare interamente su Internet”.

Un bel giro d’affari, non c’è che dire, considerando che arriva regolarmente, a fine mese, anche lo stipendio da onorevole. Guardando altrove, ecco spuntare anche il caso del leghista Dario Galli, deputato, ex viceministro allo Sviluppo Economico, presidente della Ticino Holding e consigliere delegato e azionista di Ticino Plast, che fabbrica prodotti in plastica. L’Antitrust aveva sancito l’incompatibilità delle cariche societarie con l’incarico di governo, ma nel frattempo l’esecutivo gialloverde con Lega e M5S non c’è più e l’esponente del partito di Matteo Salvini ha potuto conservare tutte le poltrone.

Andrea Marcucci, senatore ed ex capogruppo Pd, è ancora consigliere di Kedrion, azienda farmaceutica di famiglia di cui Fsi Investimenti, controllata da Cassa Depositi e Prestiti e quindi dallo Stato, è azionista. Tre deputati leghisti (Massimiliano Capitanio, Giulio Centemero e Alberto Ribolla) hanno invece acquistato azioni della “I love panzerotti”, azienda americana fondata da una coppia di cugini lombardi. Michele Gubitosa del M5S, invece, è proprietario dell’azienda informatica Hs Company.

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