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“Non sono morti per Covid-19!” La clamorosa inchiesta di Report cambia la storia della pandemia (VIDEO)

Pubblicato il 21/12/2022 11:08

In Italia, nel bel mezzo della pandemia, non si facevano autopsie sui morti “per Covid”. Che venivano, di conseguenza, classificati come tali nonostante non ci fosse alcuna certezza in merito. Un dubbio che abbiamo coltivato tante volte, nel corso di quei mesi difficili, sfidando la censura di un Paese in cui ancora oggi si fatica a dire la verità sulla gestione dell’emergenza. Oggi, finalmente, è arrivata la conferma. Report, il programma condotto da Sigfrido Ranucci su Rai Tre, ha infatti mostrato in un servizio uno studio realizzato dall’Istituto Superiore della Sanità, in grado di riscrivere completamente la storia dell’emergenza Covid. Nel testo si legge: “Il 19% dei morti di Covid aveva anche infezioni batteriche. Su un campione di 157 pazienti positivi deceduti tra il 2020 e il 2021, addirittura l’88% aveva preso le infezioni proprio in ospedale, con punte del 95% di resistenza agli antibiotici”. (Continua a leggere dopo la foto)

A conferma di quanto emerso dal dossier, Report ha intervistato Claudio D’Amario, direttore generale della prevenzione presso il ministero della Salute tra il 2018 e il 2020: “Molti di questi pazienti sono morti per la sepsi, non sono morti per il Covid. Morivano per questi germi che giravano negli ospedali”. Ufficialmente, però, venivano tutti catalogati allo stesso modo: vittime del Covid. (Continua a leggere dopo la foto)

Le autospie, purtroppo, non venivano effettuate. “C’è stato un problema metodologico – ha chiarito D’Amario – l’Istituto avrebbe dovuto rivedere tutte le cartelle, ma era una mole di lavoro imponente che nessuno si è sentito di fare. Se andiamo a vedere quei decessi, almeno il 40% non aveva nulla a che fare con il Covid”. (Continua a leggere dopo la foto)

Anche Nicola Magrini, direttore generale Aifa, ha ammesso: “L’antibiotico-resistenza è stato un fattore che ha contribuito alla difficoltà di trattamento dei pazienti”. L’alto numero di morti dei primi mesi della pandemia, dunque, potrebbe essere spiegato così: tante persone entravano in ospedale positive al Covid ma morivano a seguito di altro tipo di infezioni contratte negli ospedali sovraffollati. Uno scenario che cozza, e di brutto, con le “verità” che ci hanno raccontato finora.

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