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Milano, l’altra Movida. I ragazzini entrano di notte nei luoghi abbandonati della città. Un 16enne in prognosi riservata

Non bastano risse e incidenti che caratterizzano ormai da tempo la movida milanese. E non basta l’insofferenza delle forze dell’ordine, costrette a intervenire in un clima sempre più ostile e messe sotto accusa dopo aver subito lanci di bottiglie, insulti e altro. Ora Milano assiste a un altro fenomeno che coinvolge il mondo giovanile. E pur essendo un problema di tutt’altro genere, comincia a preoccupare seriamente le autorità e anche i genitori. A Milano e dintorni ci sono circa 180 immobili abbandonati. Alcuni attendono di essere riqualificati, altri demoliti. Ma le pratiche vanno per le lunghe, in alcuni casi non è chiaro come si pensi di riadattare le aree dismesse.

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Zone che nel frattempo sono diventate meta di pellegrinaggio notturno per giovani e giovanissimi in cerca di un’emozione, o di uno spazio in cui sentirsi liberi. Ma quelli che ai loro occhi sono solo luoghi di svago improvvisati, si possono trasformare in trappole pericolose. E’ stato così per un ragazzino di sedici anni, qualche sera fa. Insieme a una quindicina di amici, ha deciso di recarsi sotto una delle Torri di via Richard. L’accesso a un edificio vuoto da anni, coperto in parte dalle impalcature, è per l’appunto un gioco da ragazzi. Il sedicenne e gli amici salgono sino al sedicesimo piano. Hanno le birre, una radio: sono sicuri di sé perché ci sono già stati in quel palazzo. Si mettono a ballare sino a che – prima o poi, in assenza delle più semplici norme di sicurezza, è quasi inevitabile – un ragazzino si avvicina alla balaustra e perde l’equilibrio.

Il volo sarebbe stato fatale se non fosse stato interrotto da un’impalcatura, cinque metri più in basso. ll sedicenne si è salvato ma, dopo una settimana, è ancora in terapia intensiva al Niguarda: prognosi riservata e trauma cranico da monitorare. E’ solo l’ultimo di una serie di incidenti, più o meno gravi, che hanno coinvolto i ragazzini impegnati in questa Movida per adolescenti. Fra i luoghi di ritrovo preferiti ci sono l’ex Innocenti al Rubattino, i capannoni di via Cadolini a Molise Calvairate, il Cementone di Greco, un edificio dismesso in viale Ortles, un altro in via Savona. Ancora, quello tra via Meucci e via De Notaris, alla Martesana. O quello in via Medici del Vascello, vicino al boschetto di Rogoredo. Ma è difficile identificarli tutti. L’unico modo per proteggere l’incolumità dei ragazzi sarebbe di mettere in sicurezza le aree dismesse. E di accelerare le pratiche di riconversione.

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