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Milano, blackout e guasti alla rete: qualche giorno di caldo provoca un’emergenza mai vista

Di fronte a un disastro di tale portata, provocato oltretutto da pochi giorni di caldo dopo un mese di maggio in cui il meteo era stato clemente, non possono bastare le scuse della A2A. I blackout che hanno colpito a ripetizione molte zone di Milano, creando disagi e danni per giorni ai cittadini e alle attività commerciali, non trovano giustificazione e non possono essere considerati normali o tollerabili. E non basta certo che la giunta comunale, ormai da cinque anni al governo della città, prometta adesso nuovi investimenti. Va ricordato che il Sindaco di Milano, insieme al Comune di Brescia, è azionista di controllo della A2A. Il minimo che si può pretendere in una città come Milano è che il servizio elettrico funzioni sempre correttamente. Invece è bastato che i milanesi accendessero i condizionatori per creare una situazione di disagio intollerabile.

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A2A non è un’azienda qualsiasi. Genera utili per oltre 250 milioni l’anno. In un’epoca in cui si parla tanto di green e di elettricità come principale fonte di energia futura, improvvisamente ci viene mostrata una realtà impietosa. Le reti sono obsolete e richiedono manutenzione, aumenti di portata e di potenza, ammodernamenti. Urgentemente. Gli sconti in bolletta previsti e annunciati non basteranno ai tanti che sono stati pesantemente danneggiati. Chi rifonderà a gelaterie e pasticcerie, già colpite dall’emergenza Covid, i danni provocati dalla mancanza di corrente? Lo stesso vale per bar e ristoranti. Gelati, dolci, generi alimentari marciti in frigorifero. In un momento in cui si discute della mancata erogazione della seconda tranche di aiuti ai commercianti, questa è una mazzata tremenda per i professionisti della ristorazione.

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E il problema si espande anche a Unareti, che dovrebbe intervenire con tempestività in queste occasioni. Il presidente Gerli, però, è il primo a denunciare la situazione in cui versano le strutture cittadine. “Ci siamo trovati di fronte a un’emergenza mai vista”, ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera. “Ci sono stati centosessanta blocchi in soli sette giorni. Abbiamo rilevato anche tre guasti contemporanei nelle stesse vie”. Gerli ha anche snocciolato numeri inquietanti: “Di solito registriamo circa 600 guasti all’anno. La settimana scorsa in un giorno e mezzo sono stati 80. Un numero non confrontabile con la nostra capacità operativa. D’estate possiamo affrontarne 5-10 interventi al giorno e abbiamo una procedura di emergenza per arrivare a gestirne una quindicina. In una settimana sono stati 160″. Con numeri simili, ci si aspetterebbe quantomeno una spiegazione approfondita da A2A, dal Sindaco e dalla giunta comunale.

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