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Londra “in retromarcia” sulle auto elettriche, rinviato lo stop a diesel e benzina: “devono decidere i cittadini”

Pubblicato il 21/09/2023 22:06 - Aggiornato il 22/09/2023 14:59

Si intravedono delle prime crepe nelle politiche green e sostenibili, da cui l’Unione europea e i singoli governi paiono letteralmente ossessionati, e finalmente ci si scontra con la realtà di misure altamente utopiche, talvolta persino controproducenti, che non sono realizzabili se non attraverso i sacrifici dei cittadini. Ad esempio, da Londra giunge la notizia che lo stop alle auto alimentate da motori a benzina e diesel, inizialmente previsto per il 2030, è stato posticipato: il primo ministro britannico Rishi Sunak ha annunciato lo slittamento di cinque anni, sino al 2035, in modo da dare il tempo ai cittadini di adeguarsi alla transizione. Una retromarcia, termine quanto mai calzante, dettata dal fatto che: “La decisione non può essere imposta dal governo”, dice, ora, l’inquilino di Downing Street. Sunak continua ad aspettarsi che “la stragrande maggioranza dei veicoli” sarà elettrica entro il 2030, ma la decisione “spetterà ai cittadini”. Ha poi aggiunto, ma nutriamo dei dubbi, che “i britannici sono pronti a compiere i sacrifici necessari per raggiungere le emissioni zero”. Tuttavia, prima, è necessario “un dibattito nazionale”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Quattro iniziative

Al di là delle note criticità sulle auto elettriche e sul rischio autocombustione di cui sovente ci siamo occupati, il discorso è più ampio e, come detto, riguarda l’intero pacchetto delle misure green e “climaticamente neutre”: il governo ha, contestualmente, annunciato l’intenzione di rinviare anche l’obbligo di sostituire le caldaie a gas. Sunak ha altresì illustrato quattro iniziative che riguardano diverse “forme di interferenze” da parte dell’esecutivo nella vita delle persone, e interferenze ci pare il termine più appropriato e, soprattutto, tali misure ci sembrano piuttosto irrealizzabili. Nello specifico, le quattro istanze, come leggiamo su Il Giornale d’Italia, sarebbero: indicare un numero minimo di passeggeri da trasportare in auto per ridurre l’inquinamento; lanciare una campagna di raccolta differenziata piuttosto drastica, con ben sette contenitori per la spazzatura. Ma sono soprattutto le prossime due a lasciare interdetti, nel metodo e nel merito: cambiare la propria alimentazione “riducendo il consumo di carne”, per affrontare le emissioni di gas serra associate all’industria della carne stessa; infine, la quarta iniziativa considerata dal governo inglese è l’implementazione di tasse ecologiche (green tax) sui voli aerei al fine di ridurre le emissioni di carbonio. Va da sé che tale misura comporterebbe costi aggiuntivi e ingenti per coloro che viaggiano in aereo. (Continua a leggere dopo la foto)
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Green, ma non troppo

Dunque, l’agenda green non si smantella, a fronte di iniziative di tutt’altro tenore: Rishi Sunak ha, infatti, ribadito anche il suo controverso via libera a centinaia di nuove licenze di esplorazione e sfruttamento per i giacimenti di gas e petrolio nel Mare del Nord, in quanto misura per difendere l’indipendenza energetica del Regno da “dittatori stranieri come Putin”.

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