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“Rt sbagliato”, la Lombardia chiede di tornare arancione. Guerra con Roma sui dati

Eh ma quanti errori si fanno con questi dati… E non sono mica errori da poco. È notizia di ieri quella dei dati sbagliati (volontariamente, perché serviva dire “1 milione” per tirare la volata a Conte in parlamento) sul numero di vaccinati in Italia, dati poi corretti dal ministero stesso dopo essere stato sbugiardato e smascherato da Open, ed è notizia di oggi, 22 dicembre, che c’è stato un piccolo “problemino” con l’indice Rt della Lombardia. Mica roba da poco, come si diceva. La Regione guidata da Fontana torna a chiedere ora al governo di rientrare in zona arancione. Perché? Perché per loro stessa ammissione si sono sbagliati, l’Rt non era veritiero. (Continua a leggere dopo la foto)

Che vuol dire? Che i tecnici della Regione Lombardia dovrebbero trasmettere al ministero della Salute i nuovi dati ammettendo di aver sbagliato il calcolo dell’Rt nell’ultimo monitoraggio e sollecitando una nuova valutazione della cabina di regia. In questo caso il ministro della Salute Roberto Speranza, dopo aver chiesto il nuovo parere della “cabina di regia” potrebbe firmare l’ordinanza che cambia la fascia e la Regione potrebbe tornare in arancione già domenica. (Continua a leggere dopo la foto)

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La posizione della Lombardia – come riporta il Corriere – è stata espressa nel decreto presentato al Tar per chiedere di uscire dalla fascia rossa e tornare in arancione. Il nodo è legato all’indice Rt che nell’ultimo monitoraggio trasmesso era superiore a 1,25 e dunque in base ai nuovi criteri fa scattare automaticamente la fascia più restrittiva. Ma la Lombardia contesta che si tratti di una fotografia reale. Intanto Fontana scrive su Facebook: “La Lombardia deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze”. (Continua a leggere dopo la foto)

E dalla Regione fanno sapere: “Tale dato è in ritardo rispetto al contagio sia perché è calcolato sui sintomatici, i quali sviluppano i sintomi a distanza di giorni dalla data in cui sono entrati in contatto con il virus, sia perché, proprio non considerando il dato dei contagiati non sintomatici, non fa emergere le catene di trasmissione tra asintomatici che restano occulte”. E mentre governo e Regioni giocano al pallottoliere, i cittadini muoiono e le imprese chiudono. Ecco chi sta amministrando l’Italia oggi.

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