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L’avvocata del comitato delle vittime del Covid: “La politica non vuole far sapere la verità. Svuotata di poteri la Commissione d’inchiesta”

Che cosa sta succedendo alla Commissione d’Inchiesta Parlamentare per le morti da Covid-19? Consuelo Locati, avvocata del comitato delle vittime del Covid, ha pubblicato un importante video sulla pagina Facebook di Crescere Informandosi in cui lancia quell’allarme che anche il leader di ItalExit, il senatore Gianluigi Paragone, ha sottolineato tante volte, ossia che la politica non vuole che gli italiani sappiano come sono andate veramente le cose e quali responsabilità hanno avuto il governo e la Regione Lombardia. Consuelo Locati, che con il suo gruppo di legali parla in rappresentanza di più di 500 famiglie, si sta battendo per scoprire la verità sulle morti durante la pandemia di questo ultimo anno e mezzo e denuncia il vergognoso svuotamento di poteri che sta avvenendo nella Commissione. (Continua a leggere dopo la foto)

Nel video Consuelo Locati spiega come la politica sta rendendo il ruolo della suddetta Commissione estremamente marginale. Una denuncia per cercare d’informare e svegliare le coscienze di tutto il popolo italiano di fronte a questo ennesimo tentativo di nascondere la polvere sotto il tappetto. “La Commissione avrebbe dovuto espletare delle indagini rispetto alla gestione pandemica italiana. Quello che era stato fatto, sbagliato e omesso al fine di dare una risposta agli italiani e al fine di scoprire la verità sulla strage che abbiamo vissuto sulla nostra pelle. In realtà cosa è successo?”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Il Parlamento – denuncia Locati – ha poi approvato due emendamenti abrogativi rispetto a quello che era l’oggetto della Commissione d’inchiesta stessa. Due emendamenti presentati da due parlamentari, una del Pd e uno della Lega, entrambi bergamaschi. Qual è la sostanza degli emendamenti? Non si vuole indagare effettivamente quello che è successo in Italia, quello che hanno fatto le Istituzioni, quello che si può ricondurre a errori e violazioni di legge nella gestione della pandemia. Questi due emendamenti limitano infatti l’attività della Commissione a quello che è stato posto in essere solo dai Paesi nei quali il virus ha avuto origine. E soprattutto limitano il tempo d’indagine al 30 gennaio 2020, e cioè prima della dichiarazione dello stato d’emergenza e cioè prima che iniziasse la strage nello Stato italiano e nella bergamasca”. Questo cosa comporta? (Continua a leggere dopo la foto)

“Questo comporta – spiega Locati – che di fatto le Istituzioni hanno dato un altro segnale di voler proseguire sulla strada dell’omertà e di prendere ancora in giro i cittadini bresciani, bergamaschi, lombardi e italiani. Perché arrivare a fare chiarezza su quello che è successo davvero, sugli atti che sono stati firmati o meno, significa dare risposte non solo ai lombardi, ma a tutti i cittadini. E invece non vogliono ammettere che non si è voluta chiudere la valle Seriana. E questo ha comportato il far subire un lockdown totale a tutta l’Italia, con la conseguenza che piccoli imprenditori, ristoratori e altri esercenti hanno dovuto chiudere attività aperte con i sacrifici di tutta una vita. Significa aver fatto subire un lockdwon a bambini e adolescenti. Aver tolto loro la vita sociale. E questo perché?”. (Continua a leggere dopo il video)

Conclude Locati: “Perché probabilmente la scelta di non chiudere ‘il polmone economico dell’Italia’, come era stato detto dal dottor Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico in un’intervista del settembre 2020, ha fatto subire all’Italia e a tutti i cittadini un lockdown. Arrivare a svuotare di ogni potere e di ogni senso una Commissione d’inchiesta che aveva come oggetto quello di indagare su tutto questo, significa prendere in giro gli italiani e ammettere che non si vuole andare a fondo. È una conferma. Ma del resto sono 15 mesi che assistiamo a opposizioni in tal senso nei tribunali, nei processi, alla desecretazione di atti da parte delle Istituzioni. La politica ha ucciso più del virus”.

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