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L’Italia dei nuovi poveri: un esercito invisibile raddoppiato in pochi mesi

Un’Italia di nuovi poveri, quella che cerca lentamente di svegliarsi dall’incubo chiamato coronavirus. Costretta a fare i conti con nuove fragilità, nuove emergenza, alle quali per ora la sua classe dirigente si mostra sorda. A dirlo è la Caritas, che ha effettuato una rilevazione in tutte le sue realtà diocesane per il periodo che va dal 9 al 24 di aprile, nel tentativo di capire l’impatto avuto dal coronavirus sulle tasche della famiglie. Sollevando così il sipario su una realtà drammatica. Il 98% delle strutture ha infatti confermato un aumento delle famiglie che sperimentano problemi legati alla parziale o totale assenza di ridetto. In pratica, da Nord a Sud in ogni Regione è aumentato il numero di chi chiede aiuto, disperato.

L'Italia dei nuovi poveri: un esercito invisibile raddoppiato in pochi mesi

Numeri che fanno il paio con quelli dell’Istat, che ha confermato come in Italia il 62% delle famiglie non riesca oggi a risparmiare alcunché e che il 36% dei nuclei non riesce a far fronte a spese impreviste inferiori ai 1000 euro. A rivolgersi alla Caritas per la prima volta sono state, in questi giorni, soprattutto persone che avevano impieghi precari, stagionali o in nero. A loro si sono aggiunti piccoli commercianti e soggetti che già avevano iniziato a vivere nei mesi precedenti il problema della disoccupazione. Un esercito di nuovi poveri comparso all’improvviso a bussare alla porta dei volontari.

L'Italia dei nuovi poveri: un esercito invisibile raddoppiato in pochi mesi

In termini assoluti,tra marzo e aprile ci sono state ben 38.500 persone che si sono rivolte alla Caritas per la prima volta, con una media di 470 assistiti in ogni diocesi. Per quanto riguarda le richieste, sono state evidenziati soprattutto aumenti delle domande di beni e servizi materiali (in particolare cibo e beni di prima necessità), di sussidi ed aiuti economici (a supporto della spesa o del pagamento di bollette e affitti), del sostegno socio-assistenziale (assistenza a domicilio, compagnia, assistenza anziani), lavoro e alloggio. In crescita anche la domanda di orientamento riguardo alle misure di sostegno, per lo più pubbliche.

L'Italia dei nuovi poveri: un esercito invisibile raddoppiato in pochi mesi

La Caritas ha evidenziato anche l’accentuarsi delle problematiche familiari, anche in termini di violenza tra le mura domestiche, e dei bisogni legati alla salute, in modo particolare del disagio psicologico e psichico. Inoltre c’è stato un incremento di nuovi bisogni, come quelli legati a problemi di solitudine, relazionali, ansie, paure del futuro e disorientamento. Una tendenza che ha spinto all’attivazione di nuovi servizi di ascolto e supporto, e che fotografa un Paese che non solo si ritrova di colpo a fare i conti con una povertà nuova, più diffusa, ma che si scopre anche fragile, spaventato. In attesa che qualcuno ascolti le sue grida.

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