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“L’emergenza sta finendo”: il Cts si prepara a sciogliersi definitivamente

Il Cts, acronimo ormai famoso che indica il famigerato Comitato tecnico-scientifico chiamato ad assistere i vari governi che si sono alternati negli ultimi mesi nella gestione della pandemia, potrebbe essere ormai prossimo allo scioglimento. A quasi due anni dall’inizio dell’emergenza Covid, il compito degli scienziati sembra infatti concluso. La conferma del fatto che la crisi, in Italia, al momento non preoccupa. Il che rende ancora più intollerabile la scelta del governo Draghi di vincolare la libertà degli italiani a un Green pass che non ha paragoni in tutta Europa.

"L'emergenza sta finendo": il Cts si prepara a sciogliersi definitivamente

Fabio Ciciliano, medico ed esponente del Cts fin dalla sua costituzione, ha confermato in queste ore al Messaggero come il Comitato potrebbe a breve sciogliersi definitivamente: “Oggi dobbiamo accompagnare il Paese verso la normalità. Prossima riunione? Non mi risultano convocazioni per i prossimi giorni”. Tra l’altro uno degli ultimi pareri forniti dal Cts al governo, quello sulla capienza massima delle discoteche o degli impianti sportivi, non è stato nemmeno recepito, a conferma di come ormai il ruolo della struttura sia ampiamente marginale: “Giusto che sia così. Il Cts esprime un parere tecnico, le valutazioni del governo sono complessive, la decisione finale è di ambito politico”.

“In Italia – ha aggiunto Ciciliano al Messaggero – abbiamo gestito l’emergenza con una struttura che, appunto, affrontava l’emergenza, ma che non può essere infinita. Bisogna riportare nell’alveo istituzionale originario delle istituzioni deputate alla gestione ordinaria questo tipo di decisioni. In altri termini: dobbiamo passare dalla gestione emergenziale alla gestione ordinaria e, secondo me, il Cts deve appunto svolgere un ruolo di accompagnamento in questa fase così importante”.

Infine, Ciciliano ha ricordato come “il 31 dicembre scadrà lo stato di emergenza e per legge non potrà essere prorogato oltre un ulteriore mese, due anni è il limite massimo”. Insomma, tutti gli indizi fanno pensare a un’emergenza ormai di dimensioni ampiamente ridotte. Ma il governo, inspiegabilmente, continua a obbligare gli italiani a vaccinarsi, impedendo loro, in caso contrario, persino di poter lavorare.

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