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L’elenco “falsato” dei morti di Covid: inseriti anche pazienti negativi o morti per altre cause

Numeri che continuano a non tornare, quelli sui morti per il Covid. Un fenomeno evidenziato da Il Paragone già nelle scorse settimane, analizzando dati Istat che rivelavano come, in realtà, nonostante la pandemia il numero di morti rispetto al 2019 fossero addirittura in calo. Con il sospetto che torni comodo, in un periodo come questo, gonfiare le stime dei decessi per dar ragione a un governo incapace di affrontare l’emergenza se non chiudendo gli italiani in casa, costringendoli a un presente di fatiche economiche e frustrazioni. Col passare dei giorni, le segnalazioni di conteggi “falsati” o comunque sospetti si stanno moltiplicando. Con l’ultimo allarme lanciato dal Gazzettino di Pordenone, che parla di “elenchi giornalieri macchiati da una casistica poco chiara già dal marzo 2020”.

L'elenco "falsato" dei morti di Covid: inseriti anche pazienti negativi o morti per altre cause

Nella sola provincia di Pordenone, si legge sulla testata, “diverse decine di persone sono state inserite nella lista dei decessi Covid quando invece erano già risultati negativi al tampone oppure anche se a causarne la morte erano stati eventi traumatici o del tutto slegati al Coronavirus”. A distanza di oltre un anno dall’inizio dell’emergenza, tanti famiglie si stanno così muovendo per chiedere, attraverso l’aiuto di legali, le cartelle cliniche a ospedali e strutture residenziali, così da fare definitivamente chiarezza sulle cause che hanno portato alla scomparsa dei loro cari.

Diversi i casi citati di persone inserite nel lunghissimo elenco dei “morti di Covid” nonostante la totale assenza di un legame tra il virus e il decesso. Come una donna deceduta a Casarsa, in provincia di Pordenone, dopo una caduta in bagno, trovata successivamente senza vita dalla badante. “A ucciderla era stato un trauma cranico, ma era in isolamento in quanto contagiata ed è finita nella lista dei decessi Covid”. Stesso principio adottato per registrare la scomparsa del titolare di una falegnameria, 44 anni, colpito da ictus nella sua casa di Cordenons. Finito in terapia intensiva a Udine, era poi deceduto ma visto che un successivo tampone ne aveva evidenziato la positività, eccolo finire anche lui tra le vittime della pandemia.

Non bastasse, ci sono anche casi di persone inserite nell’elenco dei morti di Covid nonostante il tampone fosse negativo: avevano avuto la malattia nelle settimane precedenti e, senza troppo badare al fatto che nel frattempo fossero guariti, erano stati conteggiati ugualmente. Casi scoperti perché i titolari delle agenzie funebri sono costretti a segnalare al Comune di competenza la presenza di una salma potenzialmente infetta. E così dai documenti ufficiali, ecco emergere come in realtà molte di quelle persone fossero decedute, in realtà, per cause ben diverse dal virus. Evidentemente, però, faceva comodo utilizzarle per ingrossare conteggi e statistiche.

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