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“Non chiude ma ha meno vittime di Milano”, il miracolo Madrid. Cosa c’è dietro il segreto spagnolo

Milano e Madrid. Entrambe grandi aree metropolitane con una fitta rete di trasporti e un numero notevole di abitanti. Entrambe rappresentano le aree più colpite dal Coronavirus nei rispettivi Paesi. Eppure la differenza tra le due in termini di conseguenze negative causate dal Covid è impressionante, tanto che si parla di “miracolo” Madrid.

Da ottobre, la regione di Madrid è rimasta sostanzialmente aperta, la Lombardia quasi sempre chiusa, ma il dato sorprendente è che “Madrid ha comunque patito meno il Covid della Lombardia sia in termini sanitari sia economici”, si legge sul corriere.it. Mentre la media dei positivi a Milano è stata di “6.200 ogni 100mila abitanti”, a Madrid “5.800 ogni 100mila abitant”i. I decessi in Lombardia sono stati “136 ogni 100mila abitanti”, a Madrid “98”. Come mai queste differenze?

Nel periodo temporale che va dal 1 ottobre 2020 al 30 marzo 2021, una cosa in particolare e di rilievo distingue le due città: le politiche di contrasto da esse adottate. Mentre Madrid è stata permissiva limitandosi a micro chiusure, ovvero chiusure limitate a singoli quartieri, Milano con le altre province della Lombardia ha adottato le misure restrittive che ben conosciamo. La metropoli spagnola, pur con mascherine, distanziamenti e coprifuoco ha mantenuto cinema, ristoranti, teatri e scuole quasi sempre aperti (anche la sera). Lo stesso non si può dire della Regione italiana, dove i sacrifici richiesti a tutte le attività a cui stata imposta la chiusura -come ristoranti, bar, palestre, teatri- sono enormi. Eppure i dati sono innegabili: l’epidemia ha colpito maggiormente la metropoli più “prudente”.

Mentre a Madrid, più aperta anche del resto della Spagna, si registra una perdita di Pil del 10,3 %, a livello nazionale si registra una perdita dell’11%. Un altro aspetto certamente di rilievo che distingue le due aree geografiche messe a confronto è il sistema sanitario: “A inizio pandemia la Lombardia aveva 9 posti letto di terapia intensiva ogni 100mila abitanti, Madrid 14”.

Micro chiusure, maggior numero di posti-letto e non solo… Diverso è stato anche il piano prontamente organizzato e messo in atto. Tra gli elementi di rilievo vi è l’estensione a tappeto dei test rapidi, a chiunque, in qualunque momento e negli ambulatori sotto casa. Questo ha consentito di identificare e isolare i quartieri prima dell’esplosione del contagio e di conseguenza imporre le chiusure a zone più piccole e circoscritte. Probabilmente una maggior consapevolezza dello stato sanitario all’interno del proprio quartiere ha portato a sua volta un maggior senso di responsabilità. Il fatto di avere un rapido ed efficace accesso ai test e di essere così meglio consapevoli del tasso di contagio nel proprio quartiere, ha aumentato il livello di responsabilità dei cittadini e la loro attenzione nell’uso delle mascherine e del distanziamento.

Insomma, il maggior vantaggio ottenuto a Madrid in termini sia di minor numero di decessi, che di limitati danni economici e di minori chiusure, non sembrerebbe avere cause poi così segrete.

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