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La mossa dei Benetton: un’offerta da 2,9 miliardi per chiudere la partita concessioni

Pubblicato il 29/04/2020 12:43 - Aggiornato il 29/04/2020 12:44

Un’offerta da 2,9 miliardi di euro per chiudere una partita, quella delle concessioni autostradali, che va avanti ormai da troppo tempo e il cui esito è evidente agli occhi di tutti. La tanto temuta revoca, spada di Damocle rimasta a lungo sopra la testa del gruppo Benetton, alla fine si è dissolta come un fantasma, sparendo anche dai pensieri di quel Movimento Cinque Stelle che ne aveva fatto un proprio punto fermo. Non resta, ormai, che accordarsi sugli ultimi punti prima di seppellire definitivamente l’ascia di guerra. E così Atlantia ha fatto il primo passo, tenendo la mano alla controparte dopo aver formulato la propria proposta.

La mossa dei Benetton: un'offerta da 2,9 miliardi per chiudere la partita concessioni

Il gruppo che fa capo ai Benetton ha proposto una serie di investimenti da 2,9 miliardi, una serie di onerosi impegni per la società che spazieranno dalla riduzione delle tariffe autostradali alle spese di manutenzione aggiuntiva, fino ad arrivare ai soldi per la ricostruzione del ponte di Genova, così da seppellire una volta per tutte il crollo del Morandi e la voce di quei parenti delle vittime che ancora chiedono giustizia. Il copione, ormai, è pressoché ultimato, con la ministra dei Trasporti Paola De Micheli che ha annunciato di aver terminato la disamina del dossier mentre Atlantia inviava al governo una nuova lettera per presentare la nuova determina dei pedaggi da far pagare agli automobilisti italiani.

La mossa dei Benetton: un'offerta da 2,9 miliardi per chiudere la partita concessioni

Tutto è bene quel che finisce bene, insomma, purché finisca in fretta. Perché Atlantia, oltre a fare i conti con gli umori di mercati spaventati a lungo dall’ipotesi revoca, si trova oggi ad affrontare anche le drammatiche conseguenze dell’emergenza coronavirus, che ha fatto tracollare il traffico sulle nostre strade. L’utile di competenza del gruppo, racconta Repubblica, è sceso a 136 milioni di euro, in calo di 639 milioni rispetto a quello fatto registrare nel 2018, nonostante l’ingresso degli spagnoli di Albertis. Il consiglio, vista la situazione tutt’altro che rosea, ha proposto di non distribuire i dividendi.

La mossa dei Benetton: un'offerta da 2,9 miliardi per chiudere la partita concessioni

Il bilancio è stato approvato in ritardo ma con la consapevolezza che la revoca, ormai, è argomento non più in discussione. La continuità aziendale, dunque, è garantita. Non resta ora che sbrigarsi ad arrivare alla stretta di mano col governo così da poter affrontare la questione della discesa di Atlantia nel capitale di Aspi, che ha la concessione. Potendo contare su un Movimento Cinque Stelle ormai disarmato, rassegnato ad accettare la linea politica dettata dal Pd. Anche a costo di rimangiarsi le sue storiche battaglie.

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