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La Germania si compra i gioielli della nostra industria bellica. Ormai siamo una colonia dell’Europa

Pubblicato il 03/06/2022 10:47 - Aggiornato il 03/08/2022 14:01

Italia sempre più in svendita, alla mercè degli altri Stati europei (Germania in testa), il tutto sotto il cappello delle grandi manovre per “l’industria europea della difesa”. Come racconta Repubblica, “la prima mossa strategica riguarda proprio l’Italia: il colosso tedesco Rheinmetall ha formalizzato a Leonardo un’offerta non vincolante per acquistare il 49 per cento di Oto Melara. Secondo l’agenzia Reuters, il valore della quota viene stimato tra 190 e 210 milioni di euro: la valutazione complessiva per l’azienda potrebbe raggiungere così quasi 430 milioni. Ma più degli aspetti strettamente finanziari, adesso tocca al governo – azionista di riferimento di Leonardo – prendere una decisione di politica industriale, rilevante in patria e all’estero”. (Continua a leggere dopo la foto)

Una partita che coinvolge la Germania e la Francia, inserendosi nella corsa ai programmi di sviluppo militare promossi dalla Ue. “Oto Melara infatti è una storica produttrice di artiglieria e mezzi corazzati. Sistemi bellici relegati in secondo piano nello scorso ventennio e tornati al centro dell’attenzione – e del mercato – con l’invasione dell’Ucraina e i nuovi venti di guerra. Leonardo che sta concentrando le sue attività su elettronica, elicotteri e cyber aveva deciso di metterla in vendita assieme alla Wass, che si occupa di siluri e apparati sottomarini. Per entrambe le sigle c’era un fortissimo interesse della vecchia gestione di Fincantieri, impegnata nel diversificare le attività navali, senza mai avere però formulato un’offerta, e pronta a fare leva sulla necessità di mantenere in Italia questo patrimonio tecnologico”. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi però nello scorso autunno è entrato in scena il consorzio Knds, creato per costruire il futuro carro armato franco-tedesco. Spiega ancora Repubblica: “Una società spinta soprattutto da Parigi e dalla presidenza Macron. Si è parlato di un’offerta da 600 milioni per rilevare sia Oto Melara che Wass, con la disponibilità a cedere poi la seconda a Fincantieri. Proposte accolte positivamente da Leonardo, che hanno animato un dibattito politico. Già all’epoca Rheinmetal, industria tedesca specializzata nei mezzi corazzati, aveva manifestato la volontà di entrare in Oto Melara sempre nella prospettiva dei progetti europei. L’invasione dell’Ucraina ha riaperto i giochi, portando tutti i governi del Continente ad aumentare l’investimento militare e Bruxelles a varare il piano di difesa comune”. La sola Germania ha appena approvato un programma di riarmo da 100 miliardi di euro. (Continua a leggere dopo la foto)

E gli strumenti più richiesti sono proprio tank e veicoli blindati da combattimento: quelli di cui si occupa Oto Melara. “Dai tempi della Guerra Fredda, infatti, nessun paese occidentale ha più realizzato un nuovo modello di carro armato: in Europa nessuno li produce più. Rheinmetal guarda soprattutto a Oto Melara, con l’obiettivo di farla entrare nel programma del tank europeo e sviluppare anche un cingolato da combattimento, per il quale il nostro Esercito ha già previsto investimenti considerevoli”. Barzelletta delle barzellette? La società tedesca al governo Draghi ha garantito il mantenimento della “sovranità nazionale” sull’azienda e sulle sue tecnologie. Marameo. Se Draghi svende anche questo settore strategico…

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