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La crisi dell’energia non è uguale per tutti: l’Italia è in ginocchio, ma in Europa c’è chi se la ride (di gusto)

Pubblicato il 10/09/2022 11:04

Nell’Unione europea delle diseguglianze e delle ingiustizie succede che nemmeno gli effetti della crisi energetica siano uguali per tutti, anzi. Mentre gli italiani si preparano a vivere mesi difficilissimi, segnati dal razionamento dei consumi e da bollette più alte che mai, nel Vecchio Continente c’è chi, tutto sommato, può già tirare un piccolo sospiro di sollievo. Tra i “fortunati” c’è ovviamente la Germania, prima cliente di Gazprom e che però, dando un’occhiata ai dati diffusi attraverso l’agenzia statistica Destatis, potrebbe ritrovarsi a fare sacrifici molto meno pesanti di quelli che attendono, invece, altri Paesi.

Come spiegato da Federico Fubini sulle pagine del Corriere della Sera, dando un’occhiata ai dati emerge come “in questi mesi di emergenza sui prezzi, la Germania sta pagando il gas russo molto meno del resto d’Europa. A giugno scorso, per esempio, le forniture tedesche da parte di Gazprom avevano un costo unitario pari a poco più di un terzo di quello sostenuto, per lo stesso periodo, sia dal resto dei Paesi Ue che dall’Italia”. Dando un’occhiata a questa forbice, ecco venire a galla un’altra verità: Berlino sembra avere accordi di lungo termine con Mosca diversi, e più stabili, rispetto agli altri Stati.

Nel gennaio 2021, il costo unitario di Gazprom per la Germania era più vantaggioso rispetto alla media europea di un po’ più del 10%, per esempio. Ma all’inizio dell’estate era già la metà o anche meno rispetto a quello praticato dal colosso dell’energia russa all’Ungheria o alla Lettonia: meno di 40 euro a megawattore contro oltre 80 ore, come evidenziato anche dagli ultimi dati della Commissione Ue. Con queste premesse, è ovvio che Berlino abbia molto meno interesse rispetto agli altri Paesi Ue nel concordare un tetto al prezzo del gas.

Forse gli acquirenti tedeschi sono stati più abili nel negoziare i contratti con Mosca? Possibile. Ma, come sottolineato dal Corriere, non lo sono stati di contro con la Norvegia, dalla quale comprano a prezzi unitari più che doppi rispetto agli accordi con Gazprom. Più probabile, invece, che i contratti stipulati dalla Germania “godano di un trattamento speciale da parte di Mosca nel contesto degli accordi sui gasdotti Nord Stream 1 e 2 e della vendita a Gazprom nel 2015 del maggiore centro di stoccaggio della Germania, a Rehden”.

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