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«Italiani, siete felici ora?». Il tweet provocatorio dell’ambasciata russa che mostra un Lince distrutto (FOTO)

Pubblicato il 29/11/2022 19:38

Ci ha messo poco a scatenare la reazione del web il tweet provocatorio dell’ambasciata russa a Roma. La foto di un blindato di manifattura italiana inviato a Kiev, poi distrutto dall’esercito di Mosca, è stato un vero e proprio colpo al cuore. «Made in Italy. L’auto blindata Lince MLV consegnata all’esercito ucraino vicino ad Artiomovsk (Bakhmut). Tutti i contribuenti italiani sono felici di questa destinazione dei loro soldi?». Questo il post pubblicato su tutti i canali social dell’ambasciata russa a Roma, accompagnato dall’immagine di un blindato distrutto proprio nel giorno in cui in Parlamento si discute della proroga degli aiuti militari a Kiev. D’altro lato la guerra si combatte anche sui social ormai.
(Continua a leggere dopo il tweet)

“Tra le risposte – si legge sul Messaggero – il tenore è quasi univoco“. In verità, dando un’occhiata al tweet in questione, si legge una quantità di risposte abbastanza eterogenea tra chi contesta, chi ripudia la guerra e chi, invece, approva l’operato dell’esercito russo: «Sono felicissimo. Sarò ancora più felice quando il vostro esercito lascerà il suolo dell’Ucraina e il vostro governo abbandonerà ogni linea politica che possa mettere in pericolo altri esseri umani», si legge in un commento. «NO, e mi dissocio delle decisioni che prende il governo italiano nei confronti del vostro paese . Sono vergognosi e NON mi rappresentano. Io non li ho votati», scrive un altro utente dell’uccellino blu. E ancora «Non ci hanno MAI chiesto se fossimo d’accordo all’invio di armi! Noi contiamo solo quando dobbiamo pagare! Per tutto il resto siamo trattati come immondizia! L’Italia ripudia la guerra solo quando gli fa comodo! #Noninmionome», twitta un altro utente riprendendo l’hashtag lanciato da Italexit dopo l’approvazione dei primi provvedimenti sull’invio delle armi in Ucraina.
(Continua a leggere dopo la foto)

Nel frattempi in Italia si decide come comportarsi per quanto riguarda il conflitto russo-ucraino. Oggi è stato ritirato definitivamente l’emendamento dei relatori al decreto Nato, che introduceva nel provvedimento la proroga dell’invio di armi all’Ucraina fino a dicembre 2023. Lo si apprende a margine delle commissioni Difesa e Sanità del Senato dove il provvedimento è all’esame. «Come ha spiegato oggi il ministro ai Rapporti con il Parlamento Ciriani, il governo non si è mai nascosto sulle necessarie autorizzazioni per l’invio di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina – ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto -. Abbiamo dato più volte ampia e totale disponibilità di riferire alle Camere. In ogni caso ho chiesto al ministro Ciriani di ritirare l’emendamento in questione dopo che mi ha confermato l’impegno di tutti i gruppi parlamentari a calendarizzare un decreto sul merito della questione e ad approvarlo entro il 31 dicembre 2022». Tutto rimandato ma non archiviato, dunque.

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