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“Ho fatto il vaccino, ora rischio la carriera”: lo sfogo della pallavolista Marcon

Ha raccontato sui social le sue disavventure, iniziate dopo la seconda dose di vaccino: “Ho la pericardite, ora chi paga i danni?”. Da quel momento Francesca Marcon, pallavolista classe 1983 con una lunga carriera alle spalle, si è trovata bersaglio di utenti inviperiti, pronti ad additarla come “cospirazionista” o peggio, accusandola di fare terrorismo intorno ai vaccini. E così lei, che non ha ancora ripreso ad allenarsi regolarmente come le compagne del Bergamo, ha scelto di raccontare nel dettaglio cosa le è successo, senza filtri. Per far conoscere fino in fondo la sua storia.

"Ho fatto il vaccino, ora rischio la carriera": lo sfogo della pallavolista Marcon

Alle pagine de La Verità, intervistata da Francesco Borgonovo, Marcon ha spiegato: “Non posso fare il mio lavoro e rischio di perdere il contratto. Con la società vedremo il da farsi ma capisco che anche per loro sia un danno. Nei prossimi giorni farò una visitia per capire se è possibile ridurre i tempi del rientro. Ma anche se riuscissi ad accorciarli e avere prima l’idoneità, mi servirebbe comunque un periodo ulteriore di recupero”.

Un danno anche economico, quindi, per una professionista con 20 anni di carriera alle spalle. Stupita dal clima d’odio che l’ha improvvisa circondata sui social: “Cerco di lasciarmi scivolare tutto addosso ma non è sempre facile. Io ho semplicemente raccontato la mia esperienza, non sono mai stata no vax. Anzi all’inizio della pandemia ero terrorizzata, non vedevo l’ora che arrivasse un vaccino”.

A Sergio Abrignale del Cts, che le ha risposto sottolineando come la pericardite guarisca in tempi brevi, Marcon ha risposto: “Queste cose bisogna provarle sulla propria pelle. Facile parlare da fuori. Io sono un atleta, col mio fisico ci lavoro, per me è un grosso danno. Ma lo è anche per chi non fa lo sportivo di professione, non è certo piacevole avere la pericardite. Faccio le scale e mi viene il fiatone, non mi era mai capitato nella vita. Per fortuna mi hanno scritto anche molte persone solidali. Il problema è che di queste cose ci si occupa soltanto quando ne parla qualche personaggio famoso”.

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