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“L’attacco informatico più violento mai subito”. Incapaci a tutto, ma con l’ossessione di vaccinarci

Il sistema informatico di prenotazione per le vaccinazioni della Regione Lazio è andato in tilt e pare che sarà bloccato “almeno fino a Ferragosto”, si legge tra le righe de Il Tempo.

Cosa è successo? “Si tratta di un attacco acker”, iniziato nella notte tra sabato e domenica, in gergo tecnico definito ransomware, ossia che si poggia su un sofisticato software che mette “sotto ostaggio” tutti i dati della regione, che possono essere sbloccati solo con il pagamento di un riscatto (ransom) di solito da pagare in criptovalute. Polizia postale e la Regione Lazio stanno cercando di bloccare l’attacco dispiegando “tutte le forze possibili”. Il governo si è spinto al punto da contattare Washington per chiedere la collaborazione.

È l’attacco informatico più violento e pericoloso mai subito dall’Italia. Non solo perchè è andato in tilt il sistema che consente di effettuare le prenotazioni, ma anche (e soprattutto) perchè all’interno c’è un vero e proprio tesoro di informazioni. Basti pensare che su quel database ci sono i dati sensibili di milioni di cittadini. Ci sono le informazione di ben il 70% degli abitanti di Roma e delle Province vicine.

I file appartengono e riguardano tutte le persone del Lazio che hanno ricevuto anche solo la prima dose del siero Anti-covid: anamnesi, storia clinica, il loro stato di salute… Insomma parliamo di informazioni molto delicate e protette dal massimo livello di Privacy. Inoltre, come sottolinea La Repubblica nel database sono contenute le informazioni dell’intera classe dirigente che andando a fare il vaccino ha fornito i propri dati. Dai vertici delle forze armate e dei Servizi Segreti ai grandi dirigenti delle aziande pubbliche e private, vertici delle banche, della diplomazia. Basti pensare che a Roma si sono vaccinati anche i presidenti della Repubblica Sergio Mattarella e quello del Consiglio Mario Draghi.

Insomma, prima promuovono e sostengono la vaccinazione di massa, anche a costo di fare dichiarazioni-appello che vanno ben oltre i limiti e poi si dimostrano di non essere in grado nemmeno di difendere dati così sensibili della popolazione. Ma dove vogliono andare? Neanche la sicurezza dei dati sanno garantire e vorrebbe imporci un vaccino sperimentale senza assumersi le responsabilità degli eventuali danni. Senza parole!

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