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Green pass infinito, il colpo di mano di Draghi: cosa ha scritto nell’ultimo Dpcm

Pubblicato il 08/03/2022 08:57

Giustamente distratti da altro, gli italiani si sono fatti sfuggire l’ultimo Dpcm del governo Draghi in materia di Green pass. E mentre davanti alle telecamere parlano di allentare la presa e di percorso per il ritorno alla normalità, nelle segrete stanze mettono nero su bianco formule per far sì che il dispotismo sanitario non finisca mai. Come analizza Annalisa Nocera su Scenari Economici, con il nuovo Dpcm “viene stabilita la durata ‘tecnica’ di un anno e mezzo, rinnovabile automaticamente di un altro anno e mezzo, del Green pass di chi ha fatto ‘la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario’. Vengono inoltre stabiliti strumenti di controllo ‘tecnici’ sul Green pass per distinguere nelle varie situazioni e categorie i possessori di GP da vaccino e di altro tipo (anche nelle scuole). Vien istituito un sistema di controllo, simile alla piattaforma in uso nelle scuole, per individuare automaticamente nelle università il personale non vaccinato”. È tutto? Macché! (Continua a leggere dopo la foto)

“Viene consentito lo scambio di dati fra Ministero della Salute e Agenzia delle entrate per comminare le multe agli over 50. Significa che nonostante chiacchiere, promesse, ‘accelerazioni’ e ‘frenate’, non hanno alcuna intenzione né dopo il 31 marzo, né dopo il 15 giugno di togliere il Green pass, il GP rafforzato e l’obbligo vaccinale, e anzi: intendono ‘normalizzarli’. La durata praticamente illimitata del Green pass colpisce innanzitutto coloro che, per necessità, per stolta furbizia o perché se lo sono ritrovato loro malgrado, pensavano di aver risolto col GP da guarigione”. (Continua a leggere dopo la foto)

Invece la durata praticamente illimitata del sistema di controllo tramite Green pass illude soltanto i tridosati. “Un Dpcm è infatti sempre modificabile con un altro dpcm o dl”, per questo la dizione ‘richiamo dopo il ciclo vaccinale primario’ è pericolosa e volutamente ambigua, perché può indicare la terza dose o un richiamo da fare ogni anno, ogni sei mesi, ogni quattro mesi… a loro piacimento. Mettiamocelo dunque in testa: con questo Dpcm Draghi e i suoi ci stanno dicendo che non liquideranno mai il Green pass e il totalitarismo vaccinale.

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