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Il caso Gran Bretagna: ecco come in Italia giornale e telegiornale unico costruiscono le fake news

Cosa sta succedendo davvero in Gran Bretagna? E come vengono riportate e ricostruite le notizie in Italia? Sulla base di questa vicenda si ha un chiaro e lampante esempio di come il giornale e il telegiornale unico nazionale costruisca le sue fake news. I protagonisti sono due dei principali quotidiani italiani, il Corriere della Sera, il quale si è ritrovato addirittura a fare la morale, e Il Fatto Quotidiano. Ma procediamo con ordine e partiamo dai titoli. Da una parte Il Fatto che lancia la bomba e titola così: “Ambulanze in fila davanti agli ospedali, picco di contagi, medici in rivolta e lo scandalo dei tamponi sbagliati: la sanità inglese di nuovo in ginocchio causa Covid”. Una bella bordata al modello Brexit, insomma, e alla strategia di Boris Johnson di ridare prima di ogni altro “libertà” ai cittadini. Dall’altra il Corriere che prova a spiegare: “Covid in Gran Bretagna, aumento dei casi e ritardi nei pronto soccorso: ma cosa sta succedendo, davvero?”. Ecco, e a leggere i due pezzi forse si capisce cosa sta succedendo. (Continua a leggere dopo la foto)

Come il Fatto, anche Repubblica e altri quotidiani hanno dato quel taglio alla notizia. Ma le cose non stanno proprio così. Scrive infatti il Corriere “rispondendo” al Fatto e agli altri siti e giornali che avevano ripreso e rilanciato la notizia della situazione inglese, in cui non si bada più al numero dei contagi: “Nei giorni scorsi è uscita, sull’Observer, una notizia che parlava di «sistema al collasso»: una notizia che è stata ripresa anche in Italia. In realtà, però, non esiste una correlazione tra questo allarme e i dati relativi al Covid. A preoccupare realmente, in questi giorni, è la crisi dei pronto soccorso in Gran Bretagna: nel suo articolo, l’Observer lo spiega chiaramente. L’articolo riportava l’allarme lanciato dalla Association of Ambulance Chief Executives — un’organizzazione che aiuta il coordinamento dei programmi di lavoro e delle politiche tra i servizi di ambulanza del Ssn inglese (Nhs) — che, per bocca di Martin Flaherty, amministratore delegato dell’organizzazione, parlava di una «estrema preoccupazione» per i livelli senza precedenti di ritardi negli ospedali che si stanno verificando in tutto il Regno Unito». L’Aace parlava di «ore di attesa» per i pazienti che con le ambulanze vengono portati negli ospedali per il primo soccorso e di «ambulanze in coda all’esterno delle strutture»”. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega ancora il Corriere: “Nell’articolo non è mai citato una volta il termine Covid-19, ma si fa riferimento a un aumento generico delle chiamate ai sistemi di soccorso e a un «problema cronico» del sistema sanitario inglese. Ad essere aumentate sono state le chiamate per richiesta di soccorso: ma i numeri dei ricoverati per Covid-19 sono pressoché stabili, segnando solo un leggero incremento. […] Insomma: i dati e l’analisi della situazione suggeriscono che non c’è alcuna correlazione fra l’aumento dei contagi giornalieri e la sofferenza dei pronto soccorso. E per il momento non ci sono allarmi: se qualche preoccupazione affiora, di fronte alla curva dei dati in salita, è per il timore di un inverno in cui il Covid si andrebbe a sommare all’influenza e ad altre patologie respiratorie, fino a portare il sistema sanitario di nuovo sull’orlo del collasso”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclusione: “Fino a quando l’agibilità della sanità pubblica sarà garantita, il governo non introdurrà restrizioni — come il distanziamento o le mascherine (che in Gran Bretagna all’aperto non sono mai state obbligatorie)”. Dunque, ecco come nasce una fake news strumentale alla narrazione main stream. Ora pensiamo a tutte le volte che questo giochino è stato messo in atto dai grandi mezzi di comunicazione, lanciando allarmi e spauracchi per foraggiare la propria linea sulla pandemia… La vera emergenza, forse, è proprio questa. (Continua a leggere dopo la foto)

Intanto, mentre da noi si inasprisce in Green Pass, in Gran Bretagna si allenta sempre più, e non c’è né un allarme contagi né un collasso del sistema sanitario nazionale. Spiega infine il Corriere, stavolta dando una lezione agli altri: “I ricoverati negli ospedali per Covid-19 nella settimana che va dal 7 al 14 ottobre sono in media 7 mila, in aumento rispetto al periodo precedente, ma niente a che vedere con i 38-39 mila del picco che il Regno Unito ha dovuto affrontare nella seconda ondata, tra gennaio e marzo 2021. I nuovi ingressi registrati rimangono tra i 700 e poco più che 900 al giorno. Si tratta quindi di numeri che non fanno destare allarme per la tenuta del sistema sanitario nazionale”.

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