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Superbonus, Draghi lo cancella e chiude i rubinetti: cosa succede ora a famiglie e imprese

Pubblicato il 29/06/2022 08:57

È proprio un periodaccio per Giuseppe Conte. Dopo la scissione di Di Maio che l’ha lasciato col cerino in mano, e dopo gli ennesimi scandali e inchieste sulla sua gestione pandemica in tandem con Arcuri (l’ultima riguarda la truffa sui tamponi per le scuole), ora deve subire anche la cancellazione da parte di Draghi di una delle sue misure di cui si è fatto più vanto: il Superbonus. Tra truffe vere e truffe presunte, lo stop delle banche alla cessione del credito, il caro prezzi dei materiali e richieste superiori alle risorse stanziate dal governo (33,7 miliardi di euro contro 33,3), il Superbonus diventa un boomerang e quindi il governo ha detto stop. Come racconta Il Giornale, nella riunione con la maggioranza di ieri si è definitivamente chiusa la porta a ogni ipotesi di proroga. E l’esecutivo avverte: “Non arriverà più un solo centesimo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Scrive Massimo Malpica: “Nella riunione a Montecitorio con i rappresentanti dei partiti che compongono la vasta maggioranza che lo sostiene, il governo rappresentato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e dalla sottosegretaria Deborah Bergamini oltre che dal viceministro all’Economia Laura Castelli – ha fatto spallucce di fronte all’ipotesi di rifinanziare la misura, lasciando a Giuseppe Chinè, capo di gabinetto del Mef, il compito di spiegare perché non sia possibile assicurare una copertura finanziaria a un’eventuale proroga del 110%. Qualche spiraglio arriva, invece, per l’altro fronte caldissimo legato al Superbonus, ossia il blocco delle banche al sistema della cessione dei crediti da parte dei soggetti richiedenti: sul tema si sta verificando la possibilità di allargare le maglie del meccanismo delle cessioni, ampliandolo ad altri soggetti oltre alle banche, limitando l’esclusione alle sole persone fisiche”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il punto, ancora ieri, è stato al centro di un incontro a tre tra il ministro dell’Economia Daniele Franco, Dario Costantini e Sergio Silvestrini, rispettivamente presidente e segretario generale di Cna. “I vertici della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa hanno ricordato al titolare del Mef «le preoccupanti difficoltà per decine di migliaia di imprese della filiera delle costruzioni che non riescono a cedere i crediti d’imposta legati ai bonus per la riqualificazione degli immobili a causa del congelamento del mercato», incassando dal ministro l’assicurazione che «il tema è all’attenzione del Governo». Che finisce bacchettato anche dal segretario del sindacato bancari Fabi, Lando Maria Sileoni, che pur ammettendo che «il Superbonus è stato il festival delle truffe» ricorda come «quello che sta accadendo è una responsabilità anche del governo»”. (Continua a leggere dopo la foto)

I Cinque Stelle di Conte provano a rifarsi sentire e chiedono all’esecutivo “una maggiore consapevolezza della grave crisi in cui le manovre correttive frettolose del Governo sulla cessione dei crediti fiscali hanno gettato imprese e famiglie”. Sul tema sono critici anche i deputati di Alternativa, che ricordano come “mentre la maggioranza che sostiene il governo prende tempo e litiga su ogni cosa, migliaia di imprese rischiano di fallire con il cassetto fiscale pieno di crediti che non possono incassare o cedere”, e chiedono all’esecutivo “di affrontare subito la questione ripristinando la cedibilità totale dei crediti”.

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