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Sanzioni alla Russia, lite Italia-Europa, e ancora una volta ci rimettiamo noi

L’Italia alla fine ha ceduto e ha fatto capire che è disposta a seguire il binario del doppio pagamento del gas in rubli. L’Ue, però, si è messa di traverso, perché vuole a tutti i costi procedere con i razionamenti, per dare un’altra batosta alla nostra economia e per far stare gli italiani al freddo e al buio. Infatti, fanno sapere da Bruxelles, “pagare il gas in rubli violerebbe le sanzioni”. Lo ribadisce la Commissione europea a una settimana dall’atteso round di bonifici da parte delle aziende europee – inclusa Eni – per saldare il conto del metano importato da Mosca. È una posizione che contraddice quanto affermato mercoledì da Mario Draghi. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma, affermano fonti italiane a Repubblica, non sposta di una virgola lo stato delle cose. “Perché non elimina la ‘zona grigia’ denunciata dal premier. Senza un parere legale che dica cosa s’intenda per violare le sanzioni, senza un’indicazione chiara alle aziende che le sollevi da possibili responsabilità per aver infranto i contratti, i pagamenti si faranno. Un’azienda tedesca – ha svelato Draghi – ha già saldato, diverse imprese europee hanno aperto conti in rubli. Eni per ora, affermano dall’azienda, non l’ha ancora fatto, ma è pronta ad aprire il conto nella valuta russa se non arriverà un’indicazione formale contraria da Bruxelles: le dichiarazioni non bastano”. (Continua a leggere dopo la foto)

La situazione delle forniture intanto si fa sempre più critica. Scrive ancora Repubblica: “Mosca continua ad agitare la chiusura dei rubinetti come una minaccia (da ultimo contro la Finlandia, per la sua volontà di aderire alla Nato). E Gazprom annuncia lo stop all’invio di gas all’Europa attraverso il gasdotto Yamal che passa dalla Polonia, un blocco preoccupante anche se da quel canale il flusso si era ridotto già a dicembre. Il risultato è un’impennata dei prezzi del metano, saliti fino a un massimo del 15%, salvo poi ritracciare e assestarsi attorno ai 104 euro. In un quadro che resta a tinte fosche anche per il futuro”. (Continua a leggere dopo la foto)

Nel caso Mosca fermi i flussi di gas, la Commissione raccomanda ai Paesi membri di procedere con un “razionamento coordinato” sulla base del principio di solidarietà: meno gas agli “Stati meno colpiti a vantaggio dei più colpiti”. Per farsi trovare pronti l’obiettivo di breve termine è comunque quello di riempire, anche con gli acquisti congiunti, quanto più possibile gli stock in vista dell’inverno.

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