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“Ecco quando ci sarà il vero picco”. Il professor Galli e la sua ultima previsione sul Covid

Pubblicato il 05/07/2022 08:25

Massimo Galli, ex direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, è stato ospite nella puntata di “Controcorrente” in onda lunedì 4 luglio su Rete4. Galli ha parlato di pandemia e della prospettiva di contagi in aumento nelle prossime settimane facendo la sua personale profezia sul picco. “Le pandemie non si chiudono per decreto – ha detto il professore – Il numero degli infetti è altissimo e la maggior parte di loro non si fa neanche il test. Questa variante circola molto più velocemente delle altre e ci sta procurando molti problemi. In inverno arriveranno altre varianti che si stanno già formando nei Paesi dove adesso è inverno. Il vero picco di infezioni arriverà nelle prossime settimane, in particolare a luglio. Per questo bisogna fare la quarta dose a anziani e pazienti fragili. Nella maggioranza dei casi il vaccino li tiene lontani dagli ospedali”. (Continua a leggere dopo la foto)

E se Galli parla di picco e vaccini, Crisanti non è dello stesso avviso ed è convinto, anzi, che la nuova ondata di Omicron 5 sarà una vaccinazione di massa. “Non vedo un picco in arrivo, perché la maggior parte delle persone si infettano e diventano protette. Poi emerge una nuova variante e si ricomincia. Ora, paradossalmente, ci proteggono più i guariti dei vaccinati”. Per il professore stanno succedendo due cose: diminuisce la protezione globale della popolazione e si selezionano varianti in grado di infettare i vaccinati. “Ho sempre sostenuto l’idea di lasciare che il virus circolasse tra le persone che non avrebbero avuto complicazioni, proteggendo però i fragili”, dice. (Continua a leggere dopo la foto)

Non solo, Crisanti, a differenza di Galli, sostiene anche un’altra tesi che di questi tempi i vaccinisti definirebbero choc e cioè che i vaccinati sono meno protetti e più suscettibili al virus: “La diffusione del virus cui stiamo assistendo dipende appunto, dalla maggiore suscettibilità della popolazione e, ovviamente, anche dai nostri comportamenti. Sottolineo, questa variante è più infettiva per i vaccinati e i vaccinati sono meno protetti. Le varianti si sviluppano sotto la pressione delle persone vaccinate, che sono la maggioranza. Il vaccino è una barriera contro il virus, che genera varianti in maniera casuale”. (Continua a leggere dopo il video)

Conclude Crisanti: “Se c’è una variante in grado di infettare i vaccinati si ritrova avvantaggiata, è l’abc della genetica. I non vaccinati non sono un ostacolo per il virus, il vero ostacolo sono i vaccinati, quindi la pressione selettiva esercitata sul virus è quella del vaccino. Naturalmente si infettano anche i non vaccinati, sia chiaro”. Chi ha ragione? Galli o Crisanti?

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