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L’emendamento golpe. Ecco come la maggioranza prova ad escludere Italexit dal voto

Pubblicato il 19/06/2022 18:20

Ciò che si sta consumando in Commissione Affari Costituzionali alla Camera è degno di un vero totalitarismo. Non contenti degli inciuci, degli accordi sottobanco, dei tradimenti del mandato popolare che gli era stato assegnato, ora spunta persino l’emendamento della vergogna. Vediamo di cosa si tratta.
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Un emendamento che è un abominio legislativo

Come piegato nel post Facebook della parlamentare Italexit, Jessica Costanzo, negli atti parlamentari dello scorso 15 giugno si può trovare un vero e proprio abominio legislativo. Qualcosa di assurdo, infatti, è stato approvato nella I COMMISSIONE PERMANENTE (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni), grazie al placido benestare di Lega e Movimento 5 Stelle. Il soggetto di tale scempio è l’emendamento Magi 6.016 firmato, per l’appunto, dal deputato Magi di +Europa. Si tratta di un testo che, se approvato in via definitiva, porterebbe all’esenzione dall’obbligo di raccolta firme per le neo forze politiche che vorranno presentarsi alle prossime elezioni: a condizione, però, che siano di MAGGIORANZA.
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Emendamento cucito addosso ai partitini di maggioranza

Sì, avete capito bene: un vestito cucito su misura per tutti quei partitini il cui destino sembra ormai segnato nelle prossime elezioni: Italia Viva, Leu, +Europa, Noi con l’Italia e Coraggio Italia! Come dicevamo, l’assist a questo abuso è stato fornito dal Movimento 5 Stelle, che dapprima ne propone la riformulazione, per poi fingere di prenderne le distanze con un voto di astensione. Un silenzio assenso che vale più di mille parole, visto che, con tutta l’ipocrisia che ormai da tempo contraddistingue l’ex movimento antisistema, ora ci si accorda per salvare da quella canonica raccolta delle firme, necessaria per presentarsi in Parlamento, tutte le componenti e i gruppi parlamentari di MAGGIORANZA costituitisi entro lo scorso dicembre.
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Italexit con Paragone dichiara battaglia

Ieri, durante la manifestazione a Napoli che ha visto la partecipazione di svariati protagonisti di diverse associazioni campane, dei rappresentanti delle vittime collaterali dei vaccini, dello scrittore Francesco Amodeo, dei parlamentari Italexit Jessica Costanzo e William De Vecchis e, in chiusura, del cantante Povia, il partito Italexit con Paragone ha annunciato che, se le cose continueranno ad essere tali, inizierà una lunga ed estenuante protesta e resistenza in ogni piazza di Italia e sotto al Quirinale. Gianluigi Paragone ritiene, infatti, che chi è chiamato a rivestire ruoli di garanzia a cui ha abdicato da tempo, ora si debba prendere le proprie responsabilità. Si prospetta una battaglia politica intensa e partecipata visto che, ancora una volta, i nostri cari politici hanno voluto affossare il concetto stesso di democrazia in questo Paese.
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Le parole di Gianluigi Paragone

Intervenuto sul tema, dal palco di Napoli Gianluigi Paragone, leader del partito Italexit, non le ha mandate a dire: «La soglia di sbarramento non ci fa paura. So che vogliono cambiare la legge elettorale. Vi avverto che cambiarla porta grande sfida a chi lo fa. Chiunque lo abbia fatto ha poi perso le elezioni. Auguriamo loro di cambiarla e di preoccuparsi di come tagliarci fuori. Avviso anche il Capo dello Stato: se metterà la firma su una legge o su emendamenti e articoli per fare figli e figliastri su chi può raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni, io garantisco al Capo dello Stato la guerriglia in Parlamento e fuori dal Parlamento. Se ancora una volta non faranno valere le ragioni della democrazia in Parlamento, porteremo in piazza il nostro disagio, anche fuori al Quirinale, io in primis. Le firme o non le raccoglie nessuno e si rispettano anche le componenti politiche oppure,  se cominciano a cambiare le regole del gioco per fregare chi fa dissenso nel Paese, allora risponderemo a brigante, brigante e mezzo».

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