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Fir, ai risparmiatori pochi soldi e in tempi lunghissimi: “Così ci vorranno 15 anni”

Dopo tanti appelli, alla fine qualcosa ha iniziato a muoversi intorno al Fir, il Fondo indennizzo risparmiatori istituto per rimborsare gli ex azionisti rimasti vittime dei crac delle ex banche popolari, a partire da quelli di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Attraverso le pagine del Paragone vi avevamo raccontato nei mesi scorsi di tante promesse rimaste puntualmente deluse. Ora, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha fornito i primi dati sui ristori avviati, ma le cifre sbandierate nei comunicati ufficiali fanno pensare che, purtroppo, la strada intrapresa non sia ancora quella giusta.

Fir, ai risparmiatori pochi soldi e in tempi lunghissimi: "Così ci vorranno 15 anni"

Dopo mesi di silenzio totale e dopo le tante iniziative dei cittadini italiani vittime degli istituti, che avevano inviato anche una lettera al Mef per chiedere chiarezza su modi e tempi di indennizzo, dal ministero hanno finalmente fatto sentire la propria voce. Chiarendo: “Al momento sono stati erogati complessivamente 4,6 milioni di euro per soddisfare un totale di 3.300 richieste di indennizzo”. Non certo un grande sforzo, considerando che complessivamente le domande di rimborso avanzate entro i tempi stabiliti dalla legge sono state 144.000. “Continuando con questi ritmi – è l’obiezione subito avanzata dalle associazioni che radunano i risparmiatori truffati dalle banche – ci vorrano almeno 15 anni prima di restituire i soldi a tutti”.

Fir, ai risparmiatori pochi soldi e in tempi lunghissimi: "Così ci vorranno 15 anni"

Non bastasse l’insopportabile lentezza con cui il Fir ha iniziato a muoversi, c’è poi un altro particolare non certo irrilevante a preoccupare i risparmiatori ancora in attesa di giustizia: gli interventi effettuati si sono limitati a rimborsi del 12% sulla somma andata in fumo a causa del comportamento scorretto delle banche, e non del 30% come invece promesso. Anche chi ha visto finalmente qualche soldo, insomma, è ancora in attesa di ricevere la totalità della somma. E così, alla fine, i cittadini sono tornati a far sentire la loro voce. Noi Che Credevamo, realtà che riunisce alcuni dei risparmiatori truffati, ha commentato amara: “Noi abbiamo sbrigato tutte le pratiche come richiesto, ora ci aspettiamo che la macchina si metta finalmente in moto. Non è ammissibile un lavoro così lento”.

Dal Mef sono subito arrivate altre rassicurazioni, con il vice ministro Alessio Villarosa che ha subito fatto sapere di essere attivato per “velocizzare le pratiche”: “Ho chiesto un intervento in legge di bilancio per aumentare dal 40 all’80% l’anticipo in attesa della definizione del piano di riparto. E ho chiesto un intervento agli uffici del ministero per l’individuazione delle migliori pratiche, così da rendere più agevole l’istruttoria”. Parole alle quali si spera che, stavolta, seguano i fatti. Ai risparmiatori, intanto, per ora resta soltanto la spiacevole sensazione di aver ricevuto anche la proverbiale beffa dopo il danno.

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