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Draghi come Azzolina, scuole chiuse e studenti sempre più sotto stress

Hanno cambiato tutto perchè non cambiasse nulla. Avevano preannunciato l’arrivo di Mario Draghi come l’arrivo del salvatore… ma è cambiato davvero qualcosa? No. La direzione politica del nuovo governo è la stessa di quella di Conte. Sul fronte della scuola è esemplare il continuum tra il presidente del Consiglio, che era partito difendendo a spada tratta il diritto degli studenti di tornare immediatamente alla didattica in presenza, e l’ex ministra Lucia Azzolina. È evidentemente tornato indietro sui suoi passi. “Se il trend sarà confermato nei prossimi giorni, da lunedì due studenti su tre potrebbero fare lezione da casa”, riferisce il Corriere. “Chiudono le scuole già da oggi a Bologna, Modena e Reggio Emilia”. Contro la chiusura di tutte scuole nelle zone rosse e arancioni, reintrodotte con il Dpcm di martedì, è partita una petizione del comitato Priorità alla scuola, che ha già raccolto 20mila firme. Scoppia la rivolta di genitori, insegnanti e studenti: “La casella mail del ministro è stata bombardata di proteste”.

E non serve a nulla il discorsetto inscenato da Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, mentre cerca di rassicurare studenti e genitori in merito alla notizia della chiusura delle scuole: “La scuola non chiude, non ha mai chiuso: i nostri insegnanti sono sempre presenti con tutti gli struementi che abbiamo. Dobbiamo soltanto mettere in sicurezza i nostri ragazzi perchè c’è un aumento rapidissimo della variante inglese che è più subdola. La didattica digitale è solo per le situazioni estreme”. L’ennesima presa in giro, l’ennesima storiella che ci viene raccontata per acquietarci. 

Punto primo: l’unica cosa subdola che vediamo noi del Paragone è la capacità di mascherare le loro stesse incapacità e di scaricare le responsabilità su altro. La lista che verrebbe fuori stilando tutti i fallimenti dall’inizio della Pandemia è davvero sconfortante. Non c’è una cosa che sia stata affrontata in maniera accettabile. Ma possiamo definire competente un governo che ha distribuito e continua a distribuire proprio negli edifici scolastici (ambienti piccoli, dove si trascorrono tante ore) le mascherine siglate con la Presidenza del Consiglio dei ministri e i cui parametri non sono adeguati?

Punto secondo le “situazioni estreme”, come le ha definite il ministro, non sono una tantum, ma la quotidianità da un anno a questa parte .Perché è da un anno a questa parte che stanno massacrando economia e limitando le libertà costituzionali. Non è forse per questa motivazione che ci fanno entrare ed uscire dalle varie zone colorate? Come se fossimo lampadine lampeggianti pronte a spengersi e a ravviarsi al loro comando? Ma non lo considerano che così facendo fulmineranno tutto l’impianto economico-produttivo dell’Italia? 

Come possono rendersene conto se non prendono in considerazione nemmeno le conseguenze che le loro decisioni hanno su bambini e adolescenti? “Tra i giovani cresce il disagio psichico e i servizi non bastano. In Regione Lombardia c’è un cronico sottofinanziamento di tutti i servizi psichiatrici per l’infanzia e per l’adolescenza, c’è una carenza di posti letto per questi pazienti e i tempi di attesa per la presa in carico di famiglie con bambini o adolescenti si attestano ad oltre un anno, perfino 2 anni”. 

Ci stiamo schiantando su un treno in corsa e non si rendono conto delle conseguenze disastrose che possono esserci, soprattutto per loro, la fascia più fragile degli studenti. Valeria Negrini portavoce dei Centri di salute mentale (Csm) dichiara: “Abbiamo fatto recentemente una ricerca empirica, e, per esempio, il servizio di psichiatria a Brescia e provincia segnala un aumento della patologia psichiatrica del 30%». Anche «la rete dei consultori di Brescia evidenzia un incremento di consulenze psicologiche per adolescenti e per bambini tra 8 e 10 anni che manifestano disturbi del sonno, disturbi alimentari e chiusura in se stessi”.

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