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“Fondi europei deve gestirli Bruxelles, non lo Stato”. Un tedesco? No, Sandro Gozi

Ricordate Sandro Gozi? Già sottosegretario agli affari europei nel governo Renzi e nel governo Gentiloni, oggi europarlamentare di Renew Europe eletto in Francia nella lista di Macron, insieme alla vicepresidente del gruppo liberale, Katalin Cseh, chiede che l’elargizione dei fondi europei sia condizionata e controllata da Bruxelles. Ecco come si curano gli interessi dell’Italia secondo Gozi e il neoliberismo che sta ammazzando il nostro Paese. “Dobbiamo rimettere i nostri valori fondamentali al centro del bilancio europeo e controllare il rispetto dello Stato di diritto e dei principi democratici nei Paesi dell’Ue. Un governo che viola lo Stato di diritto non può continuare a ricevere fondi Ue”, afferma Gozi. Una frase che nasconde altro.

Come spiega infatti Fabrizio Verde su lantidiplomatico.it, “tutto molto democratico e liberale. Io ti fornisco i fondi di cui hai bisogno, ad esempio per scuola e sanità, a patto che tu rispetti quelle che sono le mie decisioni imposte in barba alla volontà popolare. Insomma, la solita doppia morale liberale, che abbiamo potuto toccare con mano anche in questa fase segnata dall’epidemia di Covid-19 e la spaventosa crisi economica che porta con essa”.

Ennesimo dimostrazione di cosa sia l’Ue, un’organizzazione fondata sul liberismo dove a contare davvero sono solo gli interessi finanziari. Tornando a Sandro Gozi, qualche giorno fa, in un’intervista a ultimavoce.it, alla domanda “Ritiene che la risposta dell’Europa alla crisi sia adeguata?”, ha risposto così: “Ci sono 750 miliardi di buoni motivi, ad esempio per l’Italia, per rispondere in maniera affermativa a questa domanda. Già oggi la risposta europea d’urgenza alla crisi è stata straordinaria: 15-20 miliardi da Sure, 35 miliardi dalla Bei, altri 36 miliardi dal Mes senza condizionalità per le spese sanitarie che mi auguro l’Italia attivi al più preso, e infine un altro “extra” dal bilancio UE 2014-2020 di 6/7 miliardi”. Fantamiliardi buttati là con il pallottoliere.

Ma Gozi continua a dare i numeri: “A tutto questo si aggiunge ora la proposta NextGeneration Ue di Ursula Von der Leyen: 80 miliardi di sovvenzioni e 90 miliardi di prestiti sempre per l’Italia. Circa 250-255 miliardi, pari al 15% del pil italiano. Se a tutto questo aggiungiamo che la Bce comprerà 110-120 miliardi di euro di debito italiano nel 2020 e proseguirà la sua azione nel 2021, il sostegno UE all’Italia dunque sarà di circa 500 miliardi, ovvero il 30% del pil”. Chi più ne ha più ne metta. Intanto, però, gli italiani stanno morendo di fame.

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