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Dal conto corrente alla casa, ecco come saremo spiati dall’algoritmo antievasione

Pubblicato il 30/06/2022 11:57

Il Grande fratello fiscale è pronto ad aprire il suo enorme occhio per entrare nelle case e nelle tasche degli italiani. Dal conto corrente alle mura domestiche, nulla passerà inosservato. Il sistema misuerà ogni centesimo e capirà se quella spesa possiamo permettercela oppure no, “grazie” (si fa per dire) all’incrocio di tutte le banche dati possibili immaginabili. Come spiega Il Sole 24 Ore, “diventa operativo l’algoritmo antievasione che sfrutta la possibilità di rendere anonimo il potenziale informativo a disposizione nei database del Fisco e, in particolare, la Superanagrafe dei conti correnti. Come prevede il decreto firmato dal ministro dell’Economia Daniele Franco, i dati da utilizzare per l’analisi del rischio evasione ed elusione sono quelli riportati nelle dichiarazioni fiscali, quelli relativi al patrimonio di case e altri Immobili ma anche mobiliare (quote societarie), le informazioni contabili e finanziarie e quelle su versamenti e compensazioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

In sostanza, tutti quei dati utili alla profilazione dei soggetti in sospetto di evasione che non dichiarano nulla o abbastanza al Fisco. “L’algoritmo punta a un elevato livello di precisione, anche perché sarà alla base dell’operazione per potenziare la compliance come promesso dall’Italia alla commissione Ue tra gli impegni del Pnrr”. Il Grande Fratello fiscale, dunque, fa contenta l’Ue. In cambio dei dati al centesimo degli italiani, e dietro l’ennesimo ricatto, promettono i soldi del Pnrr. Non sarà solo la macchina a dare la caccia agli evasori, ma – come prevede espressamente il decreto – sarà “sempre garantito l’intervento umano” degli operatori di Entrate e della Guardia di Finanza. (Continua a leggere dopo la foto)

Considerata la delicatezza delle informazioni trattate, spiega Il Sole, tanto l’Agenzia quanto le Fiamme gialle “dovranno garantire l’accesso solo a personale autorizzato e in ogni caso gli accessi andranno tracciati. E, grazie al decreto, d’ora in poi i dati sintesi delle operazioni su conti correnti e altri rapporti finanziari saranno messi a disposizione dalle Entrate anche alla Guardia di Finanza. Anche sulla scorta del parere arrivato dalla Privacy dopo il primo schema di decreto e la successiva interlocuzione, vengono dettagliati i tempi di conservazione dei dataset di analisi e controllo e la possibilità di accesso da parte dei contribuenti. Sotto il primo profilo, il decreto fissa la conservazione dei dati anonimizzati fino al secondo anno successivo a quello in cui «matura la decadenza della potestà impositiva» e comunque fino alla chiusura di eventuali contenziosi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sotto il secondo profilo, sono tre le ipotesi “codificate” di accesso ai dati: “Dalla data di ricezione della lettera di compliance; dalla data di consegna del processo verbale di constatazione (pvc), della notifica dell’atto istruttorio o dell’atto impositivo nel caso di contribuenti sottoposti a controllo vero e proprio; dal primo giorno successivo a quello in cui matura la decadenza del potere di accertamento per i contribuenti che non hanno ricevuto né un alert del Fisco né un atto di controllo. Resta, comunque, sempre possibile la richiesta del contribuente di ottenere la rettifica di dati personali inesatti”. Con il pretesto del controllo dell’evasione, questo Grande Fratello raccoglierà una mole di dati dei cittadini mai vista prima.

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