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Effetto Green pass sui trasporti: “C’è il rischio che gli scaffali dei supermercati restino vuoti”

La linea del governo Draghi è quella di sminuire la portata delle proteste che stando segnando l’Italia, facendo passare quella fetta di Paese che si ribella all’obbligo di Green pass come una piccolissima minoranza, peraltro pericolosa. La realtà dei fatti, però, è un’altra, con buona pace dei giornali asserviti all’esecutivo e impegnati da giorni a sfornare informazioni parziali e faziose. Innanzitutto perché le manifestazioni stanno interessando tutto lo Stivale, da Nord e Sud. E poi perché le conseguenze delle scelte del premier e dei suoi fedelissimi rischiano di non essere propriamente indolori.

Effetto Green pass sui trasporti: "C'è il rischio che gli scaffali dei supermercati restino vuoti"

Le associazioni di categoria che operano nel campo della logistica e dell’autotrasporto hanno già lanciato l’allarme: “L’obbligo di Green pass per gli operatori comporterà gravi ritardi nei trasporti delle merci e carenze nel personale”. Con il risultato che nel giro di pochi giorni potremmo assistere al progressivo svuotamento degli scaffali dei supermercati. Non a caso, l’Aifa in queste ore ha aperto al riconoscimento dei vaccini non autorizzati all’interno dell’Ue, come quello russo e quello cinese, per evitare ulteriori problemi agli autisti provenienti dall’Est Europa.

Alle pagine de La Verità, il segretario generale di Trasportounito Maurizio Longo ha rimarcato tutte le difficoltà del settore: “Il Green pass riverserà sulla testa delle imprese italiane di autotrasporto più di 70 milioni al giorno. Con problemi legati alla mancata produttività degli autisti che non saranno più impiegabili perché non vaccinati, e non sostituibili a causa delle carenze di personale. Con la conseguenza di ritardi nelle consegne”. La grande distribuzione, insomma, è a serio rischio blackout.

Della stessa opinione il presidente di Confetra Liguria Alessandro Laghezza, che alla Verità ha confermato la possibilità di vedere a breve scaffali vuoti in tutta Italia: “Lo stesso vale per la catena di approviggionamento alle industrie produttive. Molti si sono dimenticati le conseguenze dell’ultimo fermo nazionale dell’autotrasporto, che provocò anche la chiusura di intere rete di fornitura di carburanti. Oggi il rischio è addirittura doppio, perché deriva da porti e autotrasporti”.

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