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Di Maio, da grillino a democristiano. Ecco chi gli fornirà il simbolo per fare un partito

Dopo la scissione Di Maio è diventato un trend sui social, con meme, battute e rievocazioni di sue “antiche” dichiarazioni sulla coerenza e sui cambi di casacca. In queste ore l’ex leader del Movimento 5 Stelle è alle prese col capire cosa fare nell’immediato futuro e come farsi il suo partitino per non rischiare di rimanere fuori dal Palazzo al prossimo giro. Racconta infatti Il Tempo che “si sta lavorando in queste ore alla costituzione del gruppo di Luigi Di Maio ‘Insieme per il futuro’ anche al Senato. A Palazzo Madama è necessario l’uso di un simbolo presentato alle ultime politiche e, come riferisce l’Adnkronos, ci sarebbe l’accordo con Bruno Tabacci per l’utilizzo del simbolo di Centro democratico”. (Continua a leggere dopo la foto)

Da grillino, quindi, Di Maio si ritrova democrastiano. “Alla Camera, invece, il gruppo ‘Insieme per il futuro’ è già stato costituito senza utilizzo di altri simboli, visto che il regolamento non lo prevede. In giornata, il ministro degli Esteri ex M5S avrebbe sentito Tabacci per l’accordo sull’uso del simbolo. Nel frattempo è ancora guerra di numeri tra contiani e dimaiani. Al Senato l’ex M5s Fenu che aveva aderito a ‘Insieme per il futuro’ ha tolto la firma. A sostituirlo potrebbe essere la ex pentastellata Botto. Mentre il gruppo M5s di Strasburgo perde due europarlamentari che sono passati con Di Maio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma nei prossimi giorni ci potranno essere altri passaggi, soprattutto alla Camera dove i dimaiani non escludono nuovi arrivi. Racconta ancora Il Tempo: “In serata è prevista l’assemblea del Movimento 5 stelle, domani quella del gruppo di Di Maio che dovrà sciogliere il nodo dei capigruppo e quello del simbolo. Centro democratico alla Camera punta a sostituire la capogruppo ed ex pentastellata Lapia, ma è al Senato che deve essere affrontato il tema, perché il regolamento di palazzo Madama, con la riforma del 2017, prevede che per costituire un gruppo oltre ad avere 10 componenti, occorre un contrassegno di partito o di una lista che abbia partecipato alle ultime elezioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

Intanto le forze politiche guardano anche al prossimo appuntamento e le scosse di assestamento dopo il terremoto di ieri sono in corso proprio nei rapporti tra i contiani e chi ha seguito il responsabile della Farnesina. “È chiaro che non potremo mai più andare con Di Maio”, dice un ‘big’ pentastellato. Il trauma della scissione si fa sentire, anche se tra i contiani c’è il convincimento che ora la strada in realtà sia in discesa, “ci siamo liberati di un peso, si lavorava male”. E pure sui social è già battaglia, con Di Maio divenuto principe dei meme. Quello che ha circolato più di tutti è un “delizioso” fotomontaggio del volto di Di Maio con quello di Andreotti. Come si diceva, dal grillismo al democristianismo è un attimo.

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