Vai al contenuto

Cibo Made in Italy: Europa e multinazionali contro il nostro tesoro nazionale. Cosa c’è dietro?

Pubblicato il 15/05/2023 15:29 - Aggiornato il 26/07/2023 09:40
cibo made in Italy tesoro nazionale

I numeri parlano chiaro: il cibo Made in Italy è un tesoro nazionale. Si parla spesso di Made in Italy, ma la sensazione è che noi stessi – gli italiani – non ci rendiamo conto della miniera d’oro che abbiamo tra le mani. Non sappiamo neanche che il marchio “Made in Italy” è secondo al mondo per popolarità, come attesta un sondaggio Yougov e Università di Cambridge. E mentre Europa e multinazionali provano a intortarci e a distruggerci con farina di insetti, latte sintetico, carne sintetica e etichette killer del nostro vino, emergono nuovi dati su questa nostra straordinaria fortuna. A fornirli sono Federalimentare e Censis che li hanno raccolti nel primo rapporto Il valore economico e sociale dell’industria alimentare italiana“. Dalla ricerca emerge come l’industria alimentare italiana, con 179 miliardi di euro di fatturato, 60mila imprese, 464mila addetti e oltre 50 miliardi di export in valore in un anno, rappresenti la vera ricchezza del nostro Paese. Il Made in Italy è la nostra Apple, la nostra Google, la nostra Amazon. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> Arriva il “Liceo del Made in Italy”: ecco come sarà. Materie, sbocchi lavorativi e da quando ci si può iscrivere
>>> “Lo hanno preso gli americani”. Addio a un’altra eccellenza del Made in Italy: perso un altro pezzo di storia italiana

cibo made in Italy tesoro nazionale - Made in Italy Federalimentare

Il Made in Italy, anche alla luce di questi dati, è tra le componenti di primo piano dell’interesse nazionale. Per questo va difeso e tutelato dagli assalti europei e internazionali. Non solo perché genera prodotti e posti di lavoro, ma anche perché è fonte di benessere psicofisico e migliora la qualità della vita degli italiani (90,7%). Buona cucina, buone tavole, buone abitudini, convivialità: un elevato valore sociale insomma, oltre che economico. Snocciolando ancora i numeri di Federalimentare emerge che il food italiano ha un fatturato totale di 607 miliardi di euro, un valore del 31,8% se rapportato al Pil, con 1,3 milioni di imprese e 3,6 milioni di addetti. “L’industria alimentare italiana dà un poderoso contributo al Paese, sia come valore economico e sociale”, spiega Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> Arriva la tassa Ue sull’eredità: come funzionerà (e perché Bruxelles vuole imporcela a tutti i costi)
>>> “L’80% dei condizionatori è da cambiare”. Chi dovrà farlo e entro quando: il regolamento Ue

Commenta il rapporto di Federalimentare su cibo e Made in Italy anche Gianluigi Paragone: “Questi dati dimostrano l’eccellente stato di salute dell’agroalimentare italiano e del perché le multinazionali del food and beverage, con l’aiuto dell’Europa, stanno premendo per cambiare le regole del gioco e gli equilibri dell’agricoltura vera“. Il settore è infatti uno dei più dinamici e robusti dell’industria italiana e rappresenta un vero e proprio patrimonio nazionale. Al primo posto per fatturato, al secondo posto per numero di imprese, per addetti e per l’export in valore, in 10 anni il fatturato ha registrato un incremento del 24,7%. Il valore delle esportazioni è cresciuto del 60,3%. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> “Arriva il latte green”. Dopo la farina di grilli ecco la nuova porcheria che vorrebbero farci mangiare
>>> L’Europa ci toglie pure l’insalata in busta (e non solo): l’ultima follia. Cosa sparirà dai supermercati

Made in Italy, Federalimentare: “Industria alimentare al top”

C’è un altro fattore che il rapporto di Federalimentare mette in evidenza, e cioè il forte legame che gli italiani hanno con le industri e i prodotti italiani. Ci piace, insomma, consumare cose nostre e prodotte sul nostro suolo nazionale. Il Made in Italy, inoltre, unisce più generazioni, è fatto di tradizioni, di riti che risalgono alla notte dei tempi, di mani anziane e mani bambine che si intrecciano fuori dal tempo. Investiamo in esso, miglioriamolo senza stravolgerlo, ma soprattutto difendiamolo. È chiaro come in Europa sia invisa questa nostra peculiarità e questa nostra ricchezza. Ce la invidia tutto il mondo e sono pronti a farla a brandelli per guadagnare terreno.

Ti potrebbe interessare anche: “Stretta sui condizionatori: cosa cambia”. Follia Pd: una task-force per i controlli nella Capitale