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“Non era colpa del Covid”. Dimissioni in massa dei medici del pronto soccorso: cosa sta succedendo

Pubblicato il 05/05/2022 08:28

All’ospedale Cardarelli di Napoli sta succedendo una cosa incredibile. Sono infatti in arrivo dimissioni in massa dei medici della prima linea dell’ospedale che lavorano al Pronto Soccorso. Come spiega Il Mattino, “i 25 dirigenti medici in forze al più grande pronto soccorso della Campania sono pronti a protocollare alla direzione sanitaria dell’ospedale una lettera di predimissioni per denunciare la mancanza di agibilità, sotto il profilo della sicurezza e della capacità clinica, dell’assistenza in pronto soccorso. La notizia è stata annunciata stamani da Pino Visone, delegato della Cgil medici, durante la conferenza stampa indetta dal sindacato. Una prima linea quella del Cardarelli che al pari di altri pronto soccorso della città è in gravissime difficoltà”. (Continua a leggere dopo la foto)

Una delle cause principali del disastro dell’ospedale è il perdurare della occupazione di interi padiglioni ancora dedicati alle cure dei pazienti affetti da altre patologie ma positivi al Covid. “In queste condizioni – dice Visone – non siamo più in grado di curare adeguatamente i pazienti e dunque di svolgere dignitosamente il nostro lavoro e dare una assistenza adeguata ai malati. Nonostante i tanti segni premonitori di una tempesta perfetta e il grido di allarme lanciato da anni il paventato collasso della emergenza sanitaria in Campania sta avvenendo con la negazione del diritto alla cura in emergenza”. (Continua a leggere dopo la foto)

Attaccano ancora: “Ieri sera al Ps dell’Ospedale Cardarelli si sono registrati 172 pazienti in area critica di emergenza comprendente: Pronto Soccorso, Triage e Osservazione Breve Intensiva. Situazione che rappresenta il risultato di cause esterne e di cause organizzative interne alla Azienda, una situazione che dovrebbe interrogare le coscienze di tutti. Quanto sta accadendo al Cardarelli non garantisce la sicurezza dei lavoratori e degli stessi pazienti, ma soprattutto lede la dignità dei cittadini in un momento di fragilità e la dignità degli operatori sanitari. La presenza di 172 pazienti in Ps che sono pari ad un numero di posti di un ospedale di media grandezza, con un numero ridotto di personale rispetto al reale fabbisogno e al carico di lavoro, determina una incapacità oggettiva di garantire sicurezza con gravi difficoltà assistenziali”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il Cardarelli – secondo la ricostruzione dei sindacati – rappresenta la cartina di tornasole della crisi della programmazione regionale ed aziendale e dell’emergenza sanitaria che si è acuita nel corso di questi due anni di pandemia da Covid-19. I leader della federazione lanciano un vero e proprio SOS: “Siamo – sottolineano Medici e D’Emilio – alle prese con grandi problemi di ordine pubblico e di sicurezza degli operatori sanitari, che diventano bersaglio dei familiari degli ammalati che non possono accedere alle terapie di cui hanno bisogno. Continuiamo a registrare continue chiusure dei nosocomi, mentre il Cardarelli scoppia”.

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