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Caos vaccini: la Regione Lombardia blocca il secondo richiamo con AstraZeneca per gli under 60

Prima la morte di Camilla Canepa, la diciottenne genovese deceduta per trombosi dopo essere stata vaccinata con AstraZeneca. Poi il caso di Gianluca Masserdotti, il 54enne bresciano morto per trombosi dodici giorni dopo la somministrazione della prima dose dello stesso vaccino. Dopo settimane di informazioni a senso unico, l’evidenza dei fatti ha portato a un cambiamento. Ora ci si può fare domande sui vaccini. La direzione generale del Welfare ha diramato una nota perentoria: i richiami alle persone under 60 vaccinate con il vaccino anglo-svedese andranno fatti con Pfizer o con Moderna. La Regione Lombardia ha deciso di adeguarsi alle direttive e di rivedere il piano vaccinale. Non è semplice, perché bisognerà riorganizzare tempi e modi di intervento.
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Il primo problema è trovare abbastanza dosi supplementari di Pfizer o di Moderna. Il secondo è riorganizzare tempi e spazi di intervento. La Regione ha emesso un comunicato: chi aveva l’appuntamento per il richiamo con AstraZeneca in questi giorni, riceverà presto l’sms con la nuova data. Problemi organizzativi a parte, è logico domandarsi se la doppia somministrazione, cioè l’uso di due vaccini diversi fra prima inoculazione e richiamo, possa diminuirne l’efficacia o causare altri problemi. In questo senso non ci sono risposte certe ma solo studi in corso. A fine gennaio l’autorità sanitaria inglese, per fare un esempio, con una nota pubblica della Dottoressa Mary Ramsay, responsabile per l’immunizzazione, si dichiarava contraria al mix fra vaccini anti covid diversi. “Non raccomandiamo di mescolare i vaccini per il Covid-19. Se la vostra prima dose è Pzifer non dovete ricevere la seconda da AstraZeneca o viceversa”, recitava il comunicato.
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Oggi invece il sistema sanitario britannico e l’Università di Oxford stanno conducendo una sperimentazione clinica per testare i mix vaccinali. I primi risultati sembrerebbero positivi: addirittura, le combinazioni di Pfizer e AstraZeneca avrebbero potenziato l’immunità dei pazienti. In ogni caso, quando si parla di vaccini anti Covid il condizionale è d’obbligo. Ci troviamo di fronte a un continuo aggiornamento degli effetti dei vaccini e del loro funzionamento, come testimoniano le cronache quotidiane. Una vera e propria sperimentazione in corso d’opera che richiederebbe una maggiore prudenza nell’informazione. E anche una maggiore apertura alle voci in dissenso: è più saggio affrontare le domande e i dubbi, piuttosto che nasconderli o negarli.

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