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50mila euro di aumento per i dirigenti. Il “misterioso” emendamento, indovinate: firmato da chi? Lo scoop di Porro

Pubblicato il 29/07/2022 20:13

E’ arrivato il via libera di Montecitorio al decreto legge Semplificazioni. Sono stati 355 i voti a favore, 31 i contrari e 11 gli astenuti. Ora il testo passerà al Senato, che dovrà deliberare sua volta entro il 20 agosto. Tra gli emendamenti più rilevanti figurano quello sul Superbonus 110 per cento, che ha l’obiettivo di sbloccare la cessione dei bonus edilizi; quello sull’eliminazione dell’obbligo di mantenere gli scontrini delle spese mediche da parte delle famiglie e quello sull’applicazione di regole più rigide per lo smart-working, a partire da settembre. Ma oltre a questi interventi di primaria rilevanza, portati a conoscenza dell’opinione pubblica dai principali giornali nazionali, il decreto contiene anche alcune “particolarità” derivate da un emendamento.
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L’emendamento della vergogna

Nello specifico, come illustrato da nicolaporro.it, il comma 1-bis dell’articolo 36 della legge, riguarda l’aumento dell’indennità, sostitutiva della retribuzione di risultato, di oltre 50mila euro per “i dirigenti di seconda fascia, assegnati agli uffici di diretta collaborazione del Ministro della salute, e alla Struttura tecnica di supporto presso l’Organismo indipendente di valutazione della performance del Ministero della Salute“. Nella fattispecie, la particolarità sta nel firmatario inusualmente generico della proposta emendativa: “le Commissioni”. Mentre la stragrande maggioranza degli emendamenti presenta il nome e cognome dei parlamentari che l’hanno proposto, in questo caso, si rimanda genericamente alla formula “le Commissioni”, senza offrire alcuna generalità circa il reale ideatore di questa norma.
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Speranza ordina, il PD esegue

La redazione del blog di Nicola Porro ha voluto approfondire questa anomalia, riuscendo a contattare alcune fonti della Lega interne alla Commissione. Ciò che emerge è che la richiesta è stata formulata direttamente dal ministro della Salute: “Verificato: viene direttamente da Speranza. Mandato al comitato dei nove delle Commissioni”. Ma non è tutto. Cercando di far luce sul perché si sia preferito oscurare l’identità del reale proponente, sotto le vesti della formula “le Commissioni”, la redazione ha scoperto che questo modus operandi è tipico della sinistra: “Fanno sempre così: li fanno presentare (gli emendamenti) ad alcuni parlamentari appositamente, di solito Pd e LeU”. E arriva la bomba: “Si tratta di un sistema: gli emendamenti vengono messi nero su bianco da parlamentari del Partito Democratico, su diretta richiesta del ministro”.
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Il Paese soffre ma Speranza alza gli stipendi

La proposta dell’aumento di 50.180 euro per i dirigenti di seconda fascia, in stretta collaborazione col ministro della Salute, è stata formulata “da Speranza e messa nero su bianco da Elena Carnevali”, deputata del Pd. In questo modo, “invece di pensare alla gente, il Pd detta legge nei ministeri“. Dunque, mentre i giornali mainstream riportano solo gli interventi principali, ecco che grazie ad una seria attività giornalistica saltano fuori anche quelle proposte emendative non rispondenti alle esigenze italiani, ma che, attraverso soldi pubblici, vanno a soddisfare una piccola cerchia di dipendenti o collaboratori dei pezzi alti della politica. Lecito, per carità, ma sicuramente evitabile vista la crisi epocale verso cui il Paese sta per scontarsi, anche a causa delle politiche ma si abbia almeno il coraggio di mettere nome e cognome del firmatario.

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