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Zone rosse di serie A e zone rosse di serie B

di Vincenzo Cutraro

Dalle recenti novità, che vedono diverse tipologie di zona gialla,come quella “rafforzata”, abbiamo scoperto anche una differenza all’interno delle zone rosse: quella di serie A e quella di serie B. 

Parliamo della vergognosa distinzione che inspiegabilmente, da marzo, riserva un trattamento diverso alle aziende e ai cittadini delle prime zone rosse, che sono in tutto una decina rispetto alle centinaia di città che hanno subito queste restrizioni. 

Le “nuove” zone rosse, infatti, oltre ai decreti “Ristoro” e “Rilancio” non hanno avuto alcuna misura dedicata, quasi come se esistessero alcuni cittadini e imprese che contano di più e altri di meno. Mai fu così calpestata la nostra democrazia. 

Questa imbarazzante differenza di trattamento pesa ancora sulla pelle delle varie attività che nei vari territori hanno subito enormi perdite. Anche perché negli incomprensibili DPCM ad alcune attività è stato concesso di rimanere aperte in momenti in cui eravietato uscire da casa se non per motivi urgenti e di lavoro. 

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Da una parte sono state sospese alcune utenze e concessi sgravi particolari, dall’altra no: una situazione paradossale che va ad intaccare anche i principi di eguaglianza del nostro territorio. Chissà gli oltre 700 tecnici che differenza hanno notato per elaborare tali scelte.

Così ci ritroviamo con piccole comunità che hanno totalmente azzerato le prospettive di futuro dei loro figli e certificato la morte del piccolo artigianato locale, che non potrà mai riprendersi con le proprie forze. 

Anche in questo si mostra la grave incapacità di gestione del governo e come sempre subentra la guerra tra poveri.

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