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Venezia, Patrimonio dell’Umanità, sfregiata dalle grandi navi

Pubblicato il 20/03/2021 18:06 - Aggiornato il 20/03/2021 18:11

Giammaria Zanzini

L’annosa polemica sulle navi da crociera che devono restare fuori dalla laguna di Venezia risulta, oggi più che mai, anacronistica e inopportuna.

La tutela di quella che è considerata la città più bella del mondo, costituita da un insieme di 118 isole unite da 400 ponti e Patrimonio dell’Unesco dal 1987, appare ovvia per non dire banale.

Questa premessa ci dà l’opportunità di approfondire e rendere noto quanto siano invasive queste “città galleggianti” per una realtà naturale e paesaggistica unica al mondo, infatti: 

  • Le navi da crociera inquinano 20 volte più di tutte le auto circolanti in Europa, 203 vascelli causano più emissioni di 260 Mln di veicoli 
  • Venezia è al 1° posto delle 50 città costiere più inquinate dalle emissioni delle navi da crociera. Nella  laguna stazionano 68 grandi navi per quasi 8.000 ore ferme in porto con i motori accesi, emettendo 27.520 kg di ossidi di zolfo (20 volte la quantità prodotta dalle automobili nell’intera area comunale, Marghera e Mestre comprese), 600.337 kg di ossidi di azoto e 10.961 kg di particolato.
  • Le navi utilizzano, per essere alimentate, olio combustibile pesante, un prodotto di scarto della raffinazione vietato su terraferma e in moltissime parti del mondo. È un combustibile sporco e solforoso che emette fumi tossici durante la combustione.

Viaggiare a bordo di una nave da crociera è per alcuni una filosofia di vita e su questo punto non possiamo certo fare polemica o dibattere. Quello però su cui noi vogliamo sollevare la critica è che sia consentito a delle vere e proprie “città galleggianti”, lunghe fino a 400 metri e larghe oltre 40, con un’altezza superiore ai 50/60 metri (come un palazzo di 15 piani), con lo scafo che raggiunge anche i 10 metri di profondità, attraversare il bacino di San Marco.

Non siamo miopi, abbiamo la consapevolezza che nel Mediterraneo l’Italia è al 1° posto come meta del turismo crocieristico e che Venezia si trova al  5° posto grazie all’attracco record di 594 navi all’anno, con circa 1Mln ½ di passeggeri, 4.300 addetti e un giro d’affari che supera i 283Mln€ all’anno.

Riteniamo che ci voglia un giusto compromesso e, soprattutto, buon senso da parte di tutti. In primis da parte delle “multinazionali galleggianti”che non possono ricattare  Venezia con la provocazione dello spostamento dell’ “home port” in altri Paesi bypassando la Laguna.

Non deve essere un piccolo trasferimento di qualche miglio a vanificare un business da milioni di euro, anzi, è proprio questo spostamento di location che potrà dar vita ad una miriade di nuovi posti di lavoro e ad una grande quantità di esercizi. Ci sarà così la possibilità di creare un nuovo indotto per entrambe le città lagunari.

Non si può pretendere di entrare dentro l’anima di uno dei patrimoni mondiali dell’Unesco con dei “mostri galleggianti”, sarebbe come entrare all’interno del Colosseo o dell’Arena di Verona con un autobus panoramico a due piani e violentarne in questo modo la storia e la cultura millenaria. Tuteliamo il Made in Italy!

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