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“Lasciati aperti, ma senza clienti e senza bonus ristori”

di Romano Diana e Romina paludi, Italexit

Mi chiamo Diana Romano, sono una parrucchiera di Milano e sono portavoce insieme a Romina Paludi della nostra categoria. Il governo ha consentito a noi della categoria di rimanere aperti in zona rossa, ma non si è minimamente preoccupato di considerare che in realtà non abbiamo lavorato perché il 50% dei clienti ha paura, le persone non potevano uscire se non per vere necessità, ma soprattutto perché non hanno soldi.

Inoltre, parte della mia clientela, essendo in una zona della città di Milano al confine con peschiera Borromeo, come per la maggior parte dei colleghi, arrivava dai comuni limitrofi. Insomma un disastro. Eppure non è stato predisposto alcun aiuto economico per noi parrucchieri lasciati aperti, ma senza clienti. Abbiamo pagato gli stipendi, bollette Enel, contributi, iva, affitti: tutto ma senza il fatturato!

È inaccettabili che si passi in zona arancione senza comunque poter fare uscire i clienti dai Comuni. In questo modo ci fa concorrenza sleale (il governo), inoltre ricordiamoci del problema dell’abusivismo che dirotta i clienti in altri locali non sicuri anche per il discorso Covid.

Noi parrucchieri, come le colleghe estetiste ingiustamente chiuse per 3 settimane, ci siamo adattati ai protocolli per lavorare in sicurezza, ma siamo stanchi! Il governo deve farci lavorare, non serve stare aperti per guardare il deserto che c’è fuori nelle strade!

Il governo aveva detto che i soldi del decreto ristori sarebbero arrivati entro il 15 novembre, ma non è arrivato nulla nemmeno questa volta‼️ Questo è un suicidio di massa! Se non vuole avere altri suicidi sulla coscienza, chiediamo al governo che anche la nostra categoria possa rientrare tra le categorie con il Codice Ateco 96.02.01 per poter ricevere gli aiuti.

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