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Il Recovery Fund è addirittura più ridicolo dei decreti “Ristori”


di David Lisetti

Lo scopo di questa breve trattazione è quella di portare il dibattito sul piano numerico, depurandolo di tutta la propaganda europeista che sta soffocando qualsiasi analisi quantitativa sulla reale “bodenza di fuogo” messa in campo dall’UE.

Trovo sconcertante il dibattito mediatico che ruota intorno al Recovery Fund: questa misura europea viene presentata come salvifica, in grado di risollevare le sorti del nostro paese ma nessuno e dico nessuno dei media è disposto ad approfondire il Recovery Fund da un punto di vista strettamente numerico comparando i fondi stanziati in rapporto al PIL.

Vi parlano di questi fantasmagorici 209 miliardi senza mai specificare la suddivisione annuale delle risorse e senza mai rapportare i fondi al PIL italiano.

Ad esempio immaginatevi un ristorante cha abbia ricavi annui di €400.000: facendo le dovute proporzioni con il Recovery Fund, i fondi concessi a questo ristorante ammonterebbero a non più di €8.400 annui; qualsiasi imprenditore, commerciante o cittadino può rendersi conto che tale somma è irrisoria o quantomeno totalmente insufficiente a sostenere un’attività d’impresa costretta a pesanti limitazioni dovute all’imposizione di misure restrittive anti-COVID.

Per sicurezza facciamo insieme i calcoli così verifichiamo se quanto affermo è effettivamente vero: il PIL Italiano è di 1.647 miliardi, i fondi del Recovery fund sono 209 miliardiripartiti in sei anni, di conseguenza dividendo per 6 (anni) i 209 miliardi (fondi) e rapportandoli al PIL (1.647) la percentuale di risorse annue ammonta a meno del 2.1% del PIL, rapportando poi questa percentuale ad un ipotetico ricavo di €400.000 di una trattoria arriviamo al dato di €8.400. Briciole.

Il governo ha promesso in media ristori per le attività ristorativecolpite (che hanno un ricavo da 400.000 ad un milione di euro) che ammontano a poco meno di €14.000.

La gran parte dei ristoratori ha dichiarato che tale cifra risulta molto al di sotto  del valore minimo necessario al sostentamento delle proprie attività. Infatti in tutto il paese si moltiplicanoproteste e manifestazioni.

Il governo è in un cul-de-sac: ha basato tutta la sua azione politica su uno strumento che avrà un impatto irrilevante per il nostro paese ed è probabile che la crisi di governo si possa far risalire anche a questo. Ovvero che nessuno, per pudore, è interessato a prestare la propria faccia a quello che sanno essere un fallimento assicurato.

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