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“Una nuova tassa per evitare il collasso energetico”: l’annuncio che spaventa le famiglie

Pubblicato il 16/08/2022 09:15

Per avere un’idea concreta di quello che succederà nei prossimi mesi, quando la crisi energetica assumerà connotati ancor più definiti, basta dare un’occhiata al di là dei nostri confini. Tanti Paesi hanno già adottato le prime restrizioni per risparmiare, con l’illuminazione delle città limitata ad alcune ore specifiche e regole ferree sull’utilizzo del riscaldamento domestico. La sensazione è che, purtroppo, anche dalle nostre parti si vedranno presto decisioni simili, anche se in campagna elettorale i leader dei due principali schieramenti rivali alle elezioni si rifiutano di ammetterlo.

Un’immagine di quanto sta accadendo è arrivata in queste ore dalla European Energy Exchange, la Borsa energetica europea dove vengono trattati i contratti futures. Quello relativo a un anno sull’elettricità in Germania ha toccato il record assoluto di 455 euro per MWh, una quota semplicemente ingestibile per un’economia, quella tedesca, che divora ogni anno grandi quantitativi di energia. A Berlino si è così già iniziato a parlare della possibilità di introdurre dei turni per le aziende, che non potranno operare a pieno regime tutte insieme.

Non solo. La Germania ha anche annunciato il ricorso a una “medicina amara” che farà lievitare ancora di più le bollette ma che per le autorità è necessaria per evitare “il collasso energetico”. Il governo federale tedesco ha deciso di introdurre un sovrapprezzo sulle bollette del gas da 2,4 centesimi al chilowattora che entrerà in vigore a ottobre fino ad aprile 2024, secondo quanto comunicato da Trading Hub Europe, società che riunisce gli operatori delle reti energetiche in Germania.

Dalla borsa energetica brutte notizie sono arrivate anche per l’economia francese, con i contratti relativi al mercato parigini saliti al massimo storico a loro volta, addirittura a 622 euro per MWh. Segnali di una crisi che, con la guerra in Ucraina ancora in corso e l’Europa che continua a non sedersi al tavolo per trovare una mediazioni, arriverà presto a farsi sentire anche dalle nostri parti. Con restrizioni e obblighi già pronti a scattare.

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