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“Ci porteranno verso la terza guerra mondiale”. Il pensate attacco a Usa e Gb parte dalla Germania

Pubblicato il 14/04/2022 15:36

C’è un sospetto che porta a pensare taluni personaggi che sia opportuno, se non necessario, armare maggiormente l’esercito di Volodymyr Zelensky. Qual è? È che la guerra in Ucraina continui a perdurare per anni. La situazione, infatti, è talmente incerta che in molti si dividono tra coloro che credono all’imminente battaglia finale e quelli che, invece, credono che il conflitto sia destinato a durare nel tempo, diventando una vera e propria guerra di logoramento.
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Attenzione alla terza guerra mondiale

Ecco allora che, dopo il sostegno di Stati Uniti e Regno Unito, potrebbe arrivare anche quello tedesco. Il ministro degli Esteri, Annalena Baerbock, ha raccolto la richiesta ucraina salvo poi dover confrontarsi con Erich Vad. L’ex consigliere politico-militare di Angela Merkel, nonché ex generale di brigata, si è detto del tutto contrario. La posizione di Vad è netta. Secondo lui, infatti, questo tipo di aiuti a Kiev potrebbero rappresentare potenzialmente un “percorso verso la terza guerra mondiale”. D’altro lato Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, aveva ammonito l’Occidente nel ricordare che «chi riempie l’Ucraina di armi è responsabile delle proprie azioni».
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Uscire dall’escalation militare

Secondo Vad, sistemi d’armamento complessi come il carro armato Leopard o il veicolo da combattimento della fanteria Marder, possono essere azionati e utilizzati correttamente soltanto dopo un lungo addestramento. Secondo quanto riportato dall’emittente televisiva Zdf, queste sono state le sue parole in merito: «Stiamo facendo un sacco di retorica sulla guerra. Ma come tutti sappiamo, la strada per l’inferno è sempre lastricata di buone intenzioni. Se non vogliamo la terza guerra mondiale, prima o poi dovremo uscire da questa logica di escalation militare e avviare i negoziati».
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Buone prospettive di negoziazione

Ma non si è fermato a questo l’ex consigliere tedesco, che a proseguito mettendo in guardia dal “negare l’umanità” di Vladimir Putin e dal “bollarlo come un despota patologico” con cui non si può più trattare. Secondo Vad, infatti, il presidente russo avrebbe messo da parte l’obiettivo del “regime change” in Ucraina dopo il ritiro delle truppe russe dal fronte di Kiev. Alla luce di questi nuovi sviluppi, quindi, le possibilità di negoziare con la Russia “non sono male”. Una palla da prendere al balzo.

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