Nelle ultime ore ad alimentare il fuoco attore al caso Garlasco è stato un duro intervento pubblicato sui social da Selvaggia Lucarelli, che ha commentato le nuove polemiche nate attorno alla posizione di Alberto Stasi e alla possibilità di una futura revisione del processo.

La giornalista ha risposto ad alcuni utenti che sostenevano apertamente l’innocenza dell’ex bocconiano, tornando anche sul tema del risarcimento versato alla famiglia Poggi negli anni successivi alla condanna definitiva.
Nel post, Lucarelli ha ricordato come Stasi abbia già concordato un risarcimento civile con i familiari di Chiara Poggi e ha criticato chi, secondo lei, starebbe trasformando il dibattito giudiziario in una sorta di “tifo” social.
Prima di scrivere ‘ste scemenze informatevi. Stasi doveva più di un milione di euro ai Poggi, si sono accordati per 700 000 euro. Ad oggi, dopo anni, ne hanno avuti circa la metà con cui hanno pagato avvocati e consulenze, il resto Stasi (che ha rinunciato all’eredità del padre… pic.twitter.com/N2P0YehuDy
— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) May 12, 2026
Parole che hanno immediatamente acceso nuove discussioni online, in un momento in cui il caso è tornato prepotentemente sotto i riflettori dopo la riapertura dell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio.
Le nuove indagini e i dubbi sulla condanna
Nelle ultime settimane il nome di Andrea Sempio è tornato al centro dell’attenzione dopo la diffusione di nuovi audio, intercettazioni e ricostruzioni investigative legate all’omicidio di Chiara Poggi.
Come raccontato negli ultimi approfondimenti pubblicati da Il Paragone, diversi elementi hanno contribuito ad alimentare nuovi interrogativi sul caso. Dalle polemiche sulle impronte attribuite a Sempio fino agli audio del 2017, passando per i dubbi sugli orari e sulle ricostruzioni dei movimenti del ragazzo la mattina del delitto.
Negli ultimi giorni hanno fatto discutere anche le dichiarazioni di alcuni amici storici del gruppo frequentato da Sempio e Marco Poggi. Secondo quanto emerso, alcune versioni fornite negli anni non coinciderebbero perfettamente con i nuovi elementi acquisiti dagli investigatori.
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Il tema del maxi risarcimento a Stasi
Ma il vero nodo che continua a dividere l’opinione pubblica riguarda soprattutto uno scenario preciso: cosa succederebbe se un giorno la condanna di Alberto Stasi venisse annullata?

Come già approfondito nelle scorse settimane da Il Paragone, in caso di revisione del processo e successiva assoluzione definitiva si aprirebbe inevitabilmente il tema dell’errore giudiziario.
Dal punto di vista legale, la situazione sarebbe molto diversa rispetto a una semplice ingiusta detenzione. Nel caso di Stasi si parlerebbe infatti di una persona condannata in via definitiva e poi eventualmente assolta dopo revisione.
Secondo diverse valutazioni circolate negli ambienti giuridici, Alberto Stasi potrebbe teoricamente chiedere allo Stato un risarcimento molto elevato, considerando:
- gli anni trascorsi in carcere;
- il danno morale e psicologico;
- la perdita di opportunità lavorative;
- l’impatto mediatico subito per quasi vent’anni;
- il danno reputazionale.
Le cifre ipotizzate negli ultimi mesi oscillano tra i 3 e i 6 milioni di euro, anche se al momento si tratta soltanto di scenari teorici e non esiste alcuna revisione aperta.
Il risarcimento alla famiglia Poggi
Nel dibattito social è tornato centrale anche il tema del risarcimento civile già riconosciuto alla famiglia Poggi. Negli anni, Alberto Stasi avrebbe infatti versato circa 850 mila euro come parte dell’accordo risarcitorio legato alla condanna.
Proprio su questo punto si è concentrato anche il post di Selvaggia Lucarelli, che ha ricordato come la famiglia Poggi abbia ricevuto soltanto una parte delle somme previste e come i pagamenti siano andati avanti nel tempo.
Un tema estremamente delicato, che continua ad alimentare tensioni e divisioni nel dibattito pubblico attorno a uno dei casi giudiziari più controversi della storia italiana recente.
Un caso che continua a spaccare l’Italia
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua dunque a generare scontri, dubbi e nuove ricostruzioni. Tra consulenze, intercettazioni, piste investigative e polemiche social, ogni nuovo dettaglio sembra riaprire ferite mai davvero chiuse.
Da una parte c’è chi ritiene definitiva la condanna di Alberto Stasi. Dall’altra chi vede nelle nuove indagini su Andrea Sempio elementi capaci di cambiare radicalmente la percezione dell’intera vicenda.
Per il momento, però, nessun tribunale ha disposto una revisione del processo. E mentre la magistratura continua a lavorare sui nuovi elementi raccolti, il caso Garlasco resta più che mai al centro dell’attenzione pubblica e mediatica.
