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Da Nord a Sud, la rabbia di estetisti e parrucchieri: “Siamo più sicuri dei bus ma dobbiamo restare chiusi”

Hanno scelto di incatenarsi simbolicamente di fronte al proprio negozio per manifestare tutta la propria rabbia verso un governo che continua a ignorare i loro appelli disperati. Estetiste e parrucchieri pronti a rimettersi al lavoro, nel rispetto delle norme di sicurezza rese necessarie dalla pandemia di Covid-19, e ai quali il governo continua però a intimare di rimanere con le serrande abbassate. Tutto rinviato a giugno: e così a Padova è andata in scena la protesta di chi non ce la fa più ad aspettare, messo in ginocchio dai pagamenti che, al contrario degli aiuti promessi, arrivano puntualissimi a bussare alla porta.

Da Nord a Sud, la rabbia di estetisti e parrucchieri: "Siamo più sicuri dei bus ma dobbiamo restare chiusi"

Un settore che conta in totale 135 mila imprese e oltre 260 mila addetti e che ha deciso di ribellarsi all’ennesima presa in giro. “Siamo molto più sicuri noi, che provvediamo a disinfettare ambienti e prodotti utilizzati, che un bus sul quale le persone si spostano. Perché dobbiamo restare chiusi?”. L’iniziativa padovana ha subito ottenuto grande successo in rete ed è stata imitata in altre parti d’Italia. A Sanremo, ad esempio, alcune persone hanno manifestato di fronte al Comune. In una nota dell’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza si legge: “La maggioranza dei parrucchieri e degli estetisti rischia di non aprire più i battenti, altro che riavvio il primo giugno, occorre subito ripensare l’agenda e intervenire urgentemente al sostegno economico di un settore pronto alla rivolta”.

Da Nord a Sud, la rabbia di estetisti e parrucchieri: "Siamo più sicuri dei bus ma dobbiamo restare chiusi"

Dure reazioni anche dalla presidente Cna Firenze Estetica Daniela Vallerano: “Un colpo durissimo e una scelta che ci ha sbalordito. Essere considerati la categoria più rischiosa di tutte è fuori luogo: tutti i centri estetici e tutti i coiffeur, già in condizioni di normalità, rispettano norme rigorose”. Dalla Sicilia, il coordinatore del comparto Cna Francesco Cuccia a sua volta è andato all’attacco del governo: “Facendoci carico della rabbia della categoria ci siamo subito mossi. Nelle prossime ore è stata convocata una seduta di Presidenza Cna Benessere e Sanità, sia in ambito regionale che nazionale. Faremo il punto della situazione e porteremo sul tavolo le legittime richieste”.

Da Nord a Sud, la rabbia di estetisti e parrucchieri: "Siamo più sicuri dei bus ma dobbiamo restare chiusi"

In ogni Regione d’Italia, insomma, parrucchieri ed estetisti alzano la voce per far sentire tutta la loro rabbia a un governo che continua a ignorarne le richieste. Tra l’altro più che comprensibili, considerando come le aziende si siano già mosse in largo anticipo per garantire ai clienti, appena riaperti i battenti, il massimo della sicurezza, nel rispetto delle norme suggerite dal mondo della scienza per limitare il contagio. Peccato non aver fatto i conti, però, con un governo che continua a muoversi in maniera schizofrenica, insensata. Senza tenere mai davvero a considerazione le tasche, sempre più vuote, dei suoi cittadini.

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