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“Collasso delle ex popolari? C’era un piano. Intano, nessun sussidio ai risparmiatori”

Davide Lunardon, classe 1971, è stato uno dei volti più noti della protesta contro i vertici delle ex popolari di Vicenza e Montebelluna, poi finite in uno dei più grossi scandali bancari della storia italiana recente. Lunardon torna ora all’attacco ai microfoni di VicenzaToday e spiega: “Ad un po’ di persone che hanno occupato, che occupano e che occuperanno gli uffici di palazzo Chigi, faccio notare che se Banca Intesa ha avuto fieno in cascina per fare un sol boccone di Ubi banca è perché lo Stato in precedenza aveva favorito l’acquisto della parte buona di Veneto Banca, nota anche come Veba e Banca popolare di Vicenza alla stessa Intesa per una pipa di tabacco”.

Lunardon spiega ancora: “Per questo motivo non riesco a capacitarmi come della maxi acquisizione di Ubi da parte del colosso lombardo-piemontese, a fine luglio sia passata senza colpo ferire, senza che nessuno o quasi nessuno, alzasse minimamente la voce rispetto a ciò che Intesa ha fatto – o meglio non ha fatto – per dare un po’ di sostegno ai risparmiatori più deboli fra quelli colpiti dal collasso delle due ex popolari venete, anche perché pure lo Stato per quei disgraziati non ha ancora mosso un dito”.

Il 49enne aggiunge anche che “di riffa o di raffa” il Gruppo Intasa San Paolo ha avuto aiuti pubblici pari ad una decina di miliardi. Ma perché la cosa è tanto indigesta per Lunardon? Come spiega Marco Milioni nel suo servizio, “lo scenario al quale fa riferimento quest’ultimo è quello molto incerto che ruota attorno al Fir, ossia al fondo di indennizzo statale a beneficio dei piccoli risparmiatori. La legge lo prevede ma la procedura per le assegnazioni sta andando per le lunghe e non manca chi teme che in realtà i ristori o non arriveranno mai o arriveranno col contagocce”.

Davide Lunardon

Poi c’è la questione del crollo dei due istituti veneti che lo stato ha lasciato schiantare “cosa che per Monte dei paschidi Siena non è avvenuta”, attacca Lunardon, il quale dietro questa contraddizione tra ex popolari e Mps, ma la cosa vale anche per il collasso della popolare di Bari, intravede “un piano” del quale non si scorgono ancora i fini ultimi…

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