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Sanzioni, abbiamo finanziato la guerra e arricchito Putin. Ecco quanto in più ha guadagnato la Russia

Pubblicato il 13/06/2022 08:29

Giorno dopo giorno, ora dopo ora, diventa sempre più insostenibile la retorica sulle sanzioni alla Russia. La verità sta distruggendo ogni artificio retorico e ogni scelta folle di Biden e dell’Ue, Italia in testa. E cos’ ora si scopre che con le sanzioni, per paradosso (ma nemmeno troppo, visto che in molti lo dicevano fin dall’inizio) abbiamo finanziato la guerra e arricchito Putin. Spiega anche il Corriere: “Non restano che i dati dei conti pubblici, in sé ricchi di sorprese. Il ministero delle Finanze di Mosca rende nota fin qui l’esecuzione del bilancio nei primi quattro mesi dell’anno, inclusi i primi due mesi di guerra e di sanzioni. Non sembrano affatto i numeri di un’economia che, secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2022 si ridurrà di quasi un decimo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Solo nei primi quattro mesi dell’anno “le entrate del bilancio russo aumentano del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, dell’equivalente di 43,8 miliardi di euro (il 3,3% del prodotto lordo del Paese). Se si riportasse il fenomeno alla taglia dell’economia italiana, è come se già in primavera il governo di Roma si trovasse con quello che da noi viene chiamato un «tesoretto» da 60 miliardi. La chiave è alla riga 12 del foglio excel presente sul sito del ministero delle Finanze di Mosca, relativo alle «informazioni operative sul volume delle entrate»: quella sul gettito da petrolio e gas (in gran parte, tasse sull’estrazione e prelievi sull’export)”. (Continua a leggere dopo la foto)

Snocciola i numeri il Corriere: “Nei primi quattro mesi del 2022 questa voce cresce del 90% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un balzo sul 2021 equivalente a 27 miliardi di euro. Se Mosca riuscisse a mantenere lo stesso ritmo durante tutto il bilancio in corso — ipotesi non irrealistica, dato l’impatto ritardato delle sanzioni europee sul petrolio — le entrate in più basterebbero a finanziare quasi tutta la spesa militare e dell’apparato repressivo da circa 100 miliardi di euro per il 2023. Anche nel caso di un embargo totale di tutti i Paesi del mondo sull’energia russa dal gennaio prossimo. Grazie al gas e al petrolio rincarati a causa della sua stessa guerra, in altri termini, Putin oggi ha molti mezzi in più”. (Continua a leggere dopo la foto)

“L’Europa sta pagando per la nostra morte”, commenta la deputata ucraina Yulia Klymenko. Vanno bene anche le altre entrate pubbliche slegate dall’energia. “Anche quelle ad aprile sono in crescita annua, del 5,4%. È plausibile che nella seconda parte dell’anno arrivi una frenata, ma già ora questo tesoro equivalente a molte decine di miliardi di euro offre a Putin nuove carte da giocare”. Ma il tesoretto di Putin dà anche altri dividendi: “In primavera il dittatore ha potuto far approvare un bonus una tantum equivalente a sette miliardi di euro per famiglie con figli fra gli otto e i 16 anni e un adeguamento delle pensioni all’inflazione da 25 miliardi di euro per quest’anno e il 2023”.

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