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Formigoni rilancia: “Il mio vitalizio? Nessuno deve morire di stenti: è una vittoria del diritto”

La frase che non ti aspetti. Eppure è arrivata, forte e chiara. “È una vittoria del diritto. Il diritto che dice che in Italia nessuno deve morire per stenti”. Roberto Formigoni, condannato per corruzione a 5 anni e 10 mesi e attualmente ai domiciliari, difende a spada tratta il suo vitalizio in un’intervista esclusiva a Le Iene andata in onda martedì 1 giugno, su Italia 1. All’ex ministra dell’Istruzione che lo ha attaccato duramente con quella frase che recitava “è come scatarrare sui cittadini onesti”, Formigoni replica: “A me il nome Azzolina fa venire in mente i banchi a rotelle che ho visto accatastati in molte scuole”. Giulia Innocenzi lo ha intervistato nell’appartamento di Milano in cui sta scontando la pena. Ecco cosa ha detto. (Continua a leggere dopo la foto)

“Ricevo attorno ai 2000 euro al mese. O quello oppure non ho niente. Tenga conto che mi è stato sequestrato tutto”. Prima della condanna ne riceveva due, uno dalla Regione Lombardia e l’altro dal Senato, per un totale di 10 mila euro. “Dal momento della condanna la Corte Dei Conti mi ha sequestrato integralmente il vitalizio di Regione Lombardia. La commissione di garanzia mi ha dato pienamente ragione, ha stabilito quindi che la sentenza Grasso non stava né in cielo né in terra – continua – In termini di diritto ha riconosciuto il mio diritto a non morire di stenti”. (Continua a leggere dopo la foto)

Formigoni rivendica che quei soldi gli spettano di diritto: “Avendo lavorato nelle Istituzioni per 34 anni ho maturato la pensione. Voglio vivere con i soldi miei. La legge italiana stabilisce con chiarezza che la pensione non può essere sequestrata, se non nella misura massima del 20% a nessuno, tranne a chi si è macchiato di delitti di mafia, di terrorismo o ha evaso. I soldi sono i miei! Non sono dello Stato, i soldi sono la rinuncia a una parte dell’emolumento che io ho fatto per 16 anni, mese per mese”. (Continua a leggere dopo la foto)

A proposito dei 47 milioni che deve risarcire dice ancora Formigoni: “Se mi lasciassero lavorare potrei trovare un lavoro significativo e potrei magari fare quello che devo. Sono stato aiutato in questi mesi dagli amici che mi hanno permesso di sopravvivere”.

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