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L’Europa regala 325 milioni alle case farmaceutiche. Il contratto che vogliono tenerci nascosto

Pubblicato il 03/07/2023 18:58 - Aggiornato il 03/07/2023 18:59

L’Unione europea pare non rassegnarsi alla fine dell’era Covid. L’emergenza sanitaria, assai controversa, di questi ultimi tre anni è ufficialmente terminata, come da annuncio della stessa Oms appena il 5 maggio scorso. Tuttavia, Bruxelles ha appena firmato un contratto con quattro case farmaceutiche per assicurarsi vaccini a mRNA per prevenire “future pandemie”. Terminata l’emergenza, permangono pesantissimi strascichi da declinare in vari ambiti, ma di certo non ci sembra una priorità l’acquisto di nuovi vaccini per malattie o pandemie al momento inesistenti, considerando anche i numerosi e gravi danni collaterali che la comunità scientifica si rifiuta di approfondire. E invece l’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (HaDEA) ha firmato un accordo, per così dire, preventivo, riservando l’acquisto di ben 325 milioni di dosi di vaccini mRNA per 160 milioni di euro l’anno con le spagnole HIPRA e CZ vaccines e la società olandese Bilthoven Biologicals, oltre alla onnipresente e onnipotente Pfizer, il colosso statunitense di Big Pharma. (Continua a leggere dopo la foto)
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Ue acquista vaccini pandemie future

L’Ue acquista i vaccini per “future pandemie”

“Nel caso in cui ci fosse un’altra pandemia nel futuro prossimo”, recita il comunicato della stessa HaDEA, le dosi verranno prodotte in Belgio, Irlanda, Paesi Bassi e Spagna. L’accordo è aperto per quanto riguarda il tipo di malattie infettive contro cui i vaccini devono proteggere, dunque tutto questo è per malattie ad oggi ipotetiche ma che Bruxelles crede possano diffondersi da un momento all’altro. Nel comunicato si sottolinea che queste aziende sono responsabili di preservare gli impianti, il personale e le catene di approvvigionamento, appunto per una capacità produttiva di 325 milioni di dosi di vaccino all’anno all’interno dell’Unione europea. (Continua a leggere dopo la foto)
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I vaccini mRNA e il buco di bilancio

I vaccini a mRNA sono stati lanciati per la prima volta durante il Covid-19, ed è appena il caso di ricordare che lo stesso inventore della biotecnolgia mRNA, Robert Malone, ne ha sempre disconosciuto l’utilizzo nella preparazione dei vaccini. Inoltre, occorre anche rammentare che la stessa Pfizer era finita nella bufera per lo scandalo legato al caso degli sms tra il suo Ceo Albert Bourla e Ursula von der Leyen, i quali avrebbero segretamente stipulato intese per 71 miliardi di euro per l’acquisto di 4,5 miliardi di dosi. Bruxelles anche a causa dell’eccessivo acquisto di dosi e del sostegno militare all’Ucraina, peraltro, presenta un buco di bilancio di ben 66 miliardi di euro. La notizia del nuovo approviggionamento di vaccini, apparsa sul sito Politico, è stata ripresa da Il Giornale d’Italia e altre testate. Queste aziende percepiranno ingenti somme di danaro a prescindere dal caso in cui una nuova emergenza pandemica si verifichi o meno. (Continua a leggere dopo la foto)
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Ue acquista vaccini pandemie future

Il comunicato

Nello specifico, si legge nel comunicato diffuso da Bruxelles: “Per conto dell’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera), l’ Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (HaDEA) ha firmato un contratto quadro con quattro contraenti che istituiscono la rete Fab dell’Ue per capacità di produzione sufficienti e agili per diversi tipi di vaccini”. La rete Fab comprende i produttori di vaccini basati in Belgio, Irlanda, Paesi Bassi e Spagna. In base ai termini del contratto, durante la “fase di preparazione” i produttori farmaceutici “si riservano la capacità produttiva necessaria”.

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