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Sanremo aperto al pubblico nonostante i positivi: esplode la rabbia di chi lavora in stadi e discoteche

Pubblicato il 31/01/2022 16:11

Il Festival di Sanremo tira dritto per la sua strada, nonostante il recente allarme sui positivi registrati tra musicisti e coristi. Con gli artisti che potranno entrare in sala seguendo regole che prevedono l’accesso al Teatro Ariston “soltanto con il Green pass base, con tamponi ogni 48 ore e già truccati, pettinati e vestiti”. E con il pubblico che potrà assistere alle serate della kermesse musicale, giunta all’edizione numero 72, con la versione rafforzata del certificato verde e tenendo sempre sul volto la mascherina Ffp2. Una decisione che non ha mancato di sollevare polemiche.

Come spiegato dal Tempo, infatti, il pubblico potrà riempire il 100% della capienza del teatro rispettando, però, le regole stabilite per la tutela dei presenti. Green pass rafforzato, dunque, e mascherina sempre in volto, per tutta la durata dello spettacolo. Farà il suo ritorno il red carpet, mentre mancherà il palco esterno in piazza Colombo per evitare problemi nella gestione dei distanziamenti. Un protocollo che ha scatenato la rabbia dei gestori di discoteche e dei dipendenti che lavorano all’interno degli stadi.

A confermare le novità sul fronte Sanremo è stato il sindaco della città ligure Alberto Biancheri al termine dell’ultimo Comitato sull’ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito in Prefettura. Pubblico in presenza, dunque, nonostante l’allarme lanciato da uno dei volti più amati del Festival, il maestro Beppe Vessicchio, che al Giornale aveva parlato di casi di positività al Covid già registrati “nell’orchestra e nel coro, che prova e si esibisce naturalmente senza mascherina”. Il Festival, insomma, non si ferma. Mentre le discoteche, in tutta Italia, attendono ancora numi sul futuro dal governo.

In queste ore si sta infatti discutendo sulle prossime misure da adottare, che saranno annunciate a breve. E si valuta anche la possibilità di riaprire le discoteche, ancora in attesa del via libera. Con il Cts che, però, vorrebbe prorogoare lo stop di almeno un altro mese, nonostante le proteste degli imprenditori del settore. Un trattamento ben diverso, insomma, rispetto a quello riservato al Festival e che ha scatenato forti proteste sui social. Ad alzare la voce anche chi lavora all’interno degli stadi, che con il ritorno del campionato di calcio di Serie A nel weekend saranno riaperti, con capienza ridotta però al 50%.

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