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Risse, rapine e atti vandalici: il Nuovo Sindacato dei Carabinieri denuncia una situazione di grave insicurezza per Milano

Pubblicato il 31/05/2021 14:04 - Aggiornato il 31/05/2021 16:50

Gigantesche risse da strada in pieno giorno. Rapine compiute con l’uso improprio di cani incolpevoli. Atti di vandalismo e lancio di oggetti ai danni delle forze dell’ordine. Il maggio milanese è stato funestato da troppi episodi che indicano il degrado di alcune zone della città. Non si parla solo di periferie: alcune risse che hanno terrorizzato i passanti sono avvenute a pochi passi dal Duomo. Questi episodi sono all’origine di un duro comunicato emesso dalla Segreteria Provinciale del Nuovo Sindacato dei Carabinieri, che sottolinea la rabbia e la frustrazione di una categoria che si sente poco tutelata e lancia un allarme che non lascia indifferenti: “Le circostanze descritte mettono in luce una situazione di grave insicurezza sia per la città di Milano, sia per i carabinieri, che come tutti gli operatori di polizia si vedono oggi più che mai esposti a grave rischio per la propria incolumità, senza neanche poter vantare alcuna forma di tutela legale e istituzionale e adeguati strumenti di difesa personale, con esplicito riferimento al tanto discusso taser”, si legge nel comunicato.(Continua dopo la foto)

All’origine di questa protesta vi è una lunga serie di gravi fatti di cronaca avvenuti in diverse parti della città. Le cronache dei giornali milanesi parlano di scontri fra bande, come quella avvenuta in piazza Argentina sabato 9 maggio, con atteggiamenti sempre più sfrontati e pericolosi. In quell’occasione, per esempio, alcuni cittadini di origine sudamericana hanno continuato a picchiarsi e ad accoltellarsi anche dopo l’arrivo delle forze dell’ordine. In tre differenti occasioni, il 9, il 17 e il 22 maggio i carabinieri intervenuti per far rispettare il coprifuoco nel quartiere delle Colonne di San Lorenzo hanno subito ingiurie e lanci di oggetti. Milano è poi la seconda città italiana per le segnalazioni di rapine. Il problema si reitera nel tempo, visto che negli ultimi cinque anni da più parti sono scattati allarmi sul degrado di interi quartieri lasciati in balia di criminali e spacciatori. (Continua dopo la foto)

Viale Molise

Già nel 2016 la Prefettura aveva tracciato una mappa dei quartieri più a rischio. Quest’anno un allarme è stato lanciato per le condizioni di viale Molise. Il quartiere vede un’alta concentrazione di immigrati irregolari, spesso costretti a delinquere per sopravvivere. E non si può dimenticare la Chinatown milanese, funestata il 24 maggio da episodi di violenza criminale e accoltellamenti. Ma gli esempi sarebbero moltissimi. A preoccupare le forze dell’ordine è il proliferare di episodi che interessano anche zone considerate meno a rischio. A testimoniarlo la rissa avvenuta in via Orefici il primo marzo scorso, o la battaglia di strada del 22 maggio sempre a ridosso del Duomo. “I militari coinvolti (nella rapina con i pittbull, ndr) dovranno sottoporsi con ogni probabilità a un lungo ed estenuante iter processuale da parte della giustizia”, denuncia il Sindacato. “E saranno dati in pasto al giudizio dei media e della pubblica opinione solo per aver adempiuto legittimamente a un proprio dovere in difesa del cittadino, in una citta’ dove ormai tali eventi sono piu’ che mai ricorrenti ”. (Continua dopo la foto)

Il comunicato si chiude con l’espressione di massima solidarietà da parte del Sindacato e delle Forze dell’Ordine ai colleghi coinvolti negli episodi criminali di questi giorni. E, soprattutto, con un appello alle istituzioni cittadine. “Il Nuovo Sindacato dei carabinieri vuole lanciare un messaggio alle istituzioni, a tutte le autorita’ preposte alla sicurezza e specialmente al Comune di Milano affinché prendano in esame la situazione della sicurezza pubblica della città e, in particolare, le precarie condizioni di sicurezza sul lavoro in cui sono chiamati a operare i carabinieri e gli operatori delle forze di polizia territoriali della piazza milanese e lombarda, sollecitando immediati e improrogabili interventi in risposta ai suddetti fatti e criticità”.

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